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(Se san Valentino approva il ddl Cirinnà)*

ddl Cirinnà*l’immagine è di Makkox

Tanti endorsement per il 66° Festival della Canzone Italiana di Sanremo a favore del ddl Cirinnà (ddl: disegno di legge, significa che è ancora in discussione alle Camere e deve essere approvato/respinto, nda), e ancora tanti altri dal mondo dello spettacolo (Luca Argentero, Alessandro Roja, Claudio Santamaria, dalle attrici Tatiana Lepore e Carlotta Natoli, Lucia Mascino e Giulia Bevilacqua, dalle cantanti Giorgia, Emma Marrone) e dello sport (tra tutti la campionessa di volley Valentina Arrighetti e quella di snowboard Arianna Cau).

L’Italia improvvisamente si sveglia dal suo torpore medievale e si accorge che la Terra continua a girare intorno al Sole malgrado i patetici (ma legittimi) tentativi del cardinal BagnascoIl ddl Cirinnà è una proposta di legge che permetterebbe alle coppie di fatto (omosessuali e non) di avere un riconoscimento normativo nell’ordinamento italiano. Si tratta non solo di riconoscere le coppie omosessuali in quanto tali, ma anche di dotarle di una serie di diritti (reversibilità della pensione, i congedi parentali, la graduatoria all’asilo nido, diritti ereditari) e doveri (fedeltà, assistenza morale e obbligo di coabitazione). La legge quindi non tutela semplicemente la coppia, ma ne tutela l’assetto patrimoniale (la possibilità di adottare la comunione di beni ma anche la possibilità di avere l’assegno di mantenimento in caso di separazione) e la tutela sanitaria (in caso di malattia grave o disabilità, uno dei due componenti della coppia potrà essere nominato tutore dell’altro o comunque potrà chiedere i “permessi lavorativi” per assistere il coniuge). Sulla questione stepchild torneremo a breve.

Sulle reazioni di questo disegno di legge spicca quella del cardinal Bagnasco, ovviamente contrario e determinato a sabotare in tutti i modi la legge, nascondendosi dietro il corpo in croce di nostro Signore Gesù Cristo. Che la Chiesa sia contraria non stupisce, in fondo non è mai stato un organo secolare progressista, e certamente non verrebbe da darle torto se le coppie omosessuali pretendessero di sposarsi in chiesa. Dopotutto, la religione è la loro e le regole anche. Ma la Chiesa troppo spesso dimentica che la Breccia di Porta Pia ha posto fine al dominio politico pontificio e che dovrebbe occuparsi più di anime che di leggi terrene. Ma pare inevitabile: quando l’Italia cerca di emergere dal buio delle paludi retrograde, ecco il sandalo di San Pietro pronto a spingere la testa nuovamente a fondo (è già successo nel 2005, con il referendum in materia di procreazione assistita).

Ma ciò che sconvolge di più sono senatori e deputati che negano quegli stessi diritti previsti dalla Costituzione. E non ha senso appellarsi all’art. 29, dato che si parla più genericamente di matrimonio, vista la primazia dell’art. 3, che tutela l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Non si tratta infatti di omosessualità o meno, ma di impedire che esistano cittadini di serie B e di serie A. Anche perché le coppie di fatto (eterosessuali e non) rispondono comunque di doveri sociali precisi e non si comprende perché non debbano godere anche degli omologhi diritti destinati alle coppie “standard”. Molti sostengono che questa legge sia il colpo di grazia al Sacro Istituto del Matrimonio, non responsabilizzando le persone a “scommettere nella vita coniugale”. Ma non può essere compito della legge “responsabilizzare eticamente” i cittadini, almeno per certi versi, quanto piuttosto andare incontro a evidenti esigenze della comunità. Vogliamo definire le unioni civili come una forma di “matrimonio light”? Ammesso e non concesso, non credo sia una forma di deresponsabilizzazione, visti comunque i diritti e i doveri di cui sarebbe investita la coppia. In Europa siamo gli unici, insieme a Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Lettonia e Lituania a non avere ancora nel nostro ordinamento una legge che disciplini le unioni civili (per dire!).

La vera rivoluzione tuttavia è la stepchild adoption, cioè la possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner. In Italia è già prevista per le coppie eterosessuali, purché siano sposate da almeno tre anni o che abbiano convissuto per almeno tre anni (ma siano sposate al momento della richiesta). Il ddl Cirinnà prevede che la coppia gay possa adottare un figlio già avuto da uno dei due componenti in una precedente relazione. Inutile dire la cattiva informazione di chi parla di “adozione per le coppie omosessuali”. Ma non si tratta di adozione quanto di tutelare, attraverso la legge, il “figliastro” da un punto di vista patrimoniale, assistenziale ed ereditario. Nulla di satanico, sodomita e contro natura: si chiamano diritti, ossia una forma di tutela per chi è più debole (come un bambino che perde i genitori). Ora, ammesso che non vengano ammesse le stepchild adoption, credete che le coppie omosessuali già non facciano convivere il figlio di uno dei coniugi con l’altro? E come pensiamo di fermare questo fenomeno? Squadroni della Santa Inquisizione? Polizie segrete omofobe? Salvini?

In tutto questo è stupefacente come il partito più rivoluzionario sulla carta sia quello più conservatore e il partito più conservatore sia quello più progressista. Parliamo del M5S e del PD che, unendo le forze laiche, riusciranno forse a far passare una legge tanto storica quanto necessaria per il Paese (con buona pace di Di Maio, Grillo e della Lanzillotta). La partita è ancora aperta e gli scenari sono imprevedibili.

Purtroppo bisogna accettare il fatto che il mondo risponde non alle tradizioni ma alle esigenze sociali della collettività e che, se la Terra ruota attorno al Sole, non possiamo restare affezionati alla vecchia concezione della Terra piatta col Sole che le gira attorno.

E comunque ieri è stata la festa di san Valentino, patrono degli innamorati. Di TUTTI gli innamorati. Sarebbe stato interessante chiedere loro un’opinione, se solo il Vaticano non avesse tagliato i fili del telefono.

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