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Se non ora, quando? Adesso!

Travolgente, entusiasta ma anche indignata e testarda.

Questa è la mobilitazione nata dal comitato “Se non ora quando?” alla quale hanno partecipato le donne e gli uomini da 230 città italiane e da oltre 30 città straniere. Piazza del Popolo a Roma è gremita di gente, si respira aria di innovazione, stavolta non sono scesi in piazza gli slogan monotoni e ripetitivi, si riesce a percepire la voglia di cambiare, veramente.

Iniziano la festa e gli interventi; Isabella Ragonese introduce prima un video realizzato dalla rete della conoscenza, poi presenta otto giovani attrici che leggeranno le email giunte al comitato d’organizzazione “Se non ora quando?”, eccone alcune: “Scrivo da Modena, non dico il mio nome ma sarò in piazza perchè so che vuol dire essere toccata da un uomo che potrebbe essere tuo nonno.” Oppure “Aderisco perchè faccio tre lavori diversi nell’arco della giornata e non ce la faccio più!”. “Dopo 17 anni di precariato ho da poco vinto un concorso a tempo indeterminato; spero ora che i miei due figli, uno disoccupato ed uno prossimo alla laurea non debbano andare via dall’Italia per garantirsi un futuro” e ancora: “Sono un’infermiera di 39 anni e sono appena rimasta incinta, ma sul lavoro non posso dirlo, sennò mi licenziano!” per concludere: “Sono uomo e rompo il silenzio degli uomini…”.

Ma ora il flash mob si compie, dalla terrazza del Pincio, esattamente al di sopra del palco montato su piazza del Popolo, viene srotolato uno striscione con le parole: Vogliamo un paese che rispetti le donne TUTTE.

Ancora la Ragonese esorta al silenzio, utile a dare di nuovo forza alle parole, in concomitanza con le altre piazze italiane ed estere, un minuto e mezzo carico di emozione, un silenzio surreale invade la piazza e a seguire l’urlo: “Se non ora, quando?”

La piazza esplode rispondendo : “ADESSO!!”.

Un boato seguito dalle note di ‘people have the power’ di Patty Smith. La piazza balla, la piazza è colorata e diverte, schiaffeggia chi ha criticato l’iniziativa, definendo i partecipanti e gli organizzatori dei “moralisti” la piazza non è d’accordo e lo dimostra, la piazza è modernità, è innovazione, la piazza è bellissima, la mobilitazione altrettanto. La piazza spiega, con parole semplici e dirette, che desidera un paese migliore ed è pronta a dimostrarlo attraverso l’intelligenza. Si svuota il palco, adesso arriva Ilaria Ravarino, spiega come è nato il comitato, le difficoltà incontrate e le aspettative, si susseguono altri interventi, Angela Finocchiaro riprende una frase di Monica Vitti: “Le donne mi hanno sempre sorpresa: sono forti, hanno la speranza nel cuore e nell’avvenire”.

Un ruggito di approvazione riempie la piazza quando Susanna Camusso interviene dal palco, le sue parole sono decise, un attacco all’intelligenza delle donne, la voglia di “non trasformare il nostro paese in una brutta telenovela”.

Rivolge il suo pensiero a tutte le donne che oggi si sono mobilitate ed esprime i propri “vorrei”, concentrandosi ad elencare i diritti negati alle donne in questi anni; continua chiedendo di poter pensare liberamente ad una minorenne associando il proprio pensiero al futuro, al divertimento e non allo sfruttamento del suo corpo, invita gli uomini a dissociarsi dall’essere complici di questo modo di pensare ed infine conclude: “il futuro è nostro e dovranno capirlo”. Interviene anche la presidente della Commissione Giustizia Giulia Buongiorno, le sue parole, ponderate ed intelligenti, spiegano con semplicità che la questione femminile non è mai stata risolta, ma c’è una piazza che è pronta ad affrontarla con fermezza. Divertenti le parole di Lunetta Savino, con i suoi monologhi della vagina, un altro modo, esilarante, per dire basta. Sul palco prende parola, tra le altre, anche Suor Eugenia Bonetti, conclude il suo intervento, rivolgendosi a “tutte le autorità civili e religiose, al mondo maschile e maschilista che non si mette in discussione, alle agenzie di informazione e formazione, alla scuola, alle parrocchie ai gruppi giovanili, alle famiglie ed in modo particolare alle donne, affinché insieme possiamo riappropriarci di quei valori e significati sui quali si basa il bene comune per una convivenza degna di persone umane, per una società più giusta, più libera con la speranza di pace e armonia dove la dignità di ogni persona è considerata il primo bene da riconoscere, tutelare e sviluppare, così come ogni persona è stata creata ad immagine di Dio.” Un intervento, anche questo colmo di approvazione, la piazza saluta la sorella con un caloroso applauso. Ancora, prende la parola una giovane precaria, Eleonora Allegro, che fatica a nascondere la propria grinta e l’emozione, commuove sapere che una donna con una laurea, una specializzazione e due master, si senta umiliata, non rappresentata dalla classe dirigente.

Rivolge i suoi pensieri ad un futuro migliore, pensa alle giovani donne di domani, richiama alla riacquisizione dei valori, sottolineando come la carriera dello show business non possa essere equiparata a quella di parlamentare. Il suo grido d’aiuto è raccolto dalla piazza ed è salutata con un’ovazione ed un lungo applauso. La segue Francesca Izzo che invita tutti al prossimo appuntamento, l’8 marzo, aprendo alla possibilità di creare gli stati generali delle donne, dove potranno esserci anche gli uomini. Chiude la manifestazione, l’attrice Angela Finocchiaro che ha presentato tutti gli interventi in maniera egregia, insieme ad Isabella Ragonese, elencando tutte le donne che hanno fatto sì che la manifestazione potesse aver luogo. Sulle note di ‘Respect’ di Aretha Franklyn si conclude la manifestazione.

Una mobilitazione, finalmente vera, senza compromessi, diretta e decisa a dimostrazione del fatto che quando le donne vogliono ottenere qualcosa, la ottengono veramente, senza se e senza ma, se le donne dicono basta, è basta.

Valerio Marocchi

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