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Ritorno al passato, quando il vintage è mania… effimera

Impazza la nostalgia di fronte ai sequel di celebri film come “It” o “Trainspotting”, alla riproposizione di console anni ’80 e telefonini indistruttibili dei primi anni Duemila…

Manca poco ormai, e l’incubo di un’intera generazione (o forse anche di più) tornerà al cinema. It, il demone pagliaccio creato da Stephen King, divenuto ancora più terrificante grazie all’interpretazione che ne diede Tim Curry nella miniserie del 1990, rivivrà sugli schermi tra qualche giorno. Così come è già successo alle Tartarughe Ninja, a RoboCop e a Terminator, verrà rispolverato dalla soffitta dei ricordi, rivestito di effetti speciali ultramoderni e riproposto a quel pubblico al quale era tanto piaciuto oltre venti anni fa. Quei bambini che erano stati terrorizzati dal clown Pennywise ormai sono cresciuti, sono degli adulti che hanno davanti un futuro pieno di incertezze, di instabilità; riguardare quelle scene, emozionarsi davanti a qualcosa che riporta ad un’epoca di serenità e spensieratezza, non è casuale. Certo, si potrà obiettare che chiunque può provare nostalgia per il passato, se si tratta di un periodo felice. Ma la “back mania” che sta imperversando negli ultimi anni ha raggiunto dei livelli quasi preoccupanti.

A Natale è andata esaurita la “Nintento Mini”, una console che consente di giocare ad alcuni videogame classici degli anni ’80. Esaurita. Migliaia di persone l’hanno trovata sotto l’albero ed hanno giocato sui moderni televisori HD, 4K, 58 pollici a Super Mario. E per un attimo sono stati felici di rivedere quei pixel, di riascoltare quelle musichette campionate, di cercare di evitare i barili di Donkey Kong. Ma la gioia dopo un po’ finisce, soprattutto se si è abituati al realismo degli attuali videogiochi, che sono arrivati a livelli di interattività incomparabile.

Come il nuovo Nokia 3310, che è stato proposto sul mercato come l’approssimazione più

fedele del celebre cellulare simbolo dei primi anni 2000: tantissimi lo hanno avuto, lo hanno amato per la sua indistruttibilità, per la sua batteria infinità, per Snake e per le cover intercambiabili. Ma erano altri tempi e si avevano altre esigenze. Ormai il telefono è uno strumento che non serve solo a telefonare o a mandare sms, è una specie (purtroppo) di prolungamento del nostro cervello. La batteria la si può caricare con un powerbank, le cover non interessano più a nessuno e sugli smartphone si può giocare a migliaia di videogiochi, oltre che a Snake.

Alla fine, come la Nintendo Mini verrà lasciata a prendere polvere o verrà utilizzata per una partita a Pong ogni tanto, anche il Nokia 3310 verrà comprato con entusiasmo e poi, dopo qualche giorno di utilizzo frustrante perché senza connessione ad internet e con una fotocamera scadente, sarà lasciato ad invecchiare in un cassetto, accanto al suo glorioso predecessore. Ma la voglia di tornare al passato sarà sempre lì, non passerà con qualche acquisto inutile. Così andremo a guardare It al cinema, come siamo andati a guardare i nuovi Star Wars o il seguito di Trainspotting, ed usciremo dalla sala con un senso di amaro in bocca. Perché, anche se il nostro futuro ci fa paura e vorremmo tanto chiudere gli occhi ed avere di nuovo quindici anni, non torneremo mai come eravamo prima, non saremo mai più bambini o adolescenti. Non ci emozioneremo più come prima, tanto vale guardare avanti.

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