Articolo

Il panino della discordia

Ormai nelle mense scolastiche italiane è guerra tra i favorevoli ed i contrari al pasto portato da casa. La scintilla, accesa a Torino da un gruppo di genitori non contenti del servizio di ristorazione offerto dalle scuole, ha fatto divampare un vero e proprio incendio, arrivato nientemeno che alla Corte d’Appello, arrivata a dichiarare che gli studenti hanno il diritto di portarsi il cibo da casa ed ha consumarlo insieme ai propri compagni.

Ma, nonostante le autorità dicano questo, in molti istituti gli alunni che non vogliono usufruire del servizio mensa sono stati invitati a consumare il proprio cibo in aula ed in alcuni casi addirittura gli è stato vietato di farlo. Ecco quindi che sono arrivate le prime denunce da parte dei genitori dei bambini lasciati digiuni o costretti a consumare il pranzo offerto dalla scuola e non quello preparato da casa.

Perché un responsabile scolastico dovrebbe obbligare questi studenti ad usufruire di un servizio come la mensa? Forse il momento del pasto è considerato un’importante attività didattica? Forse è indispensabile ai fini dell’apprendimento che ogni studente mangi le stesse identiche cose dei suoi compagni? C’è qualche nesso fra il servizio mensa ed il programma d’insegnamento?

La realtà dei fatti è un’altra, purtroppo. Senza mezzi termini, il servizio mensa nelle nostre scuole è davvero carente ed in molte regioni d’Italia ha un costo davvero eccessivo.

Se le opinioni sulla qualità dei cibi sono personali, i dati forniti dai Carabinieri di certo non lo sono: su  2.678 mense scolastiche sono state comminate 164 sanzioni penali e 764 amministrative e sono stati sequestrati 6.624 chilogrammi di alimenti non adatti al consumo umano.

Dunque, sebbene i menu delle mense italiane siano redatti da nutrizionisti specializzati ed in tanti casi ci si trova davanti a personale competente che ci tiene a fare con cura il proprio lavoro, il poter decidere se far mangiare al proprio figlio ciò che offre la mensa o meno dovrebbe essere un diritto di qualsiasi genitore.

Durante la mia carriera scolastica ho cambiato molti istituti ed ho sempre usufruito del servizio mensa. Certo, sono passati vent’anni dall’ultima volta che ho mangiato in una scuola, ma non posso dimenticare la sensazione di entrare a mensa e trovare i tavoli già apparecchiati da tempo, con piatti di pasta incollata, carne ormai fredda e dura, insalate macerate dall’aceto, pane del giorno prima ed altre cose raccapriccianti che eravamo obbligati a finire, pena una bella nota sul registro. Io ed i miei compagni eravamo dei campioni nel trovare stratagemmi per nascondere il cibo e preferivamo restare digiuni dalla mattina, piuttosto che mangiare anche solo un rigatone. Ecco, se all’epoca qualcuno ci avesse offerto la possibilità di scegliere se portare un pasto da casa o mangiare a mensa, di sicuro non avrei avuto dubbi, né io né i miei genitori.

Quindi, cari dirigenti scolastici, se vi sta tanto a cuore il fatto che gli alunni mangino tutti insieme a mensa, pensate prima a cambiare qualcosa nel servizio, poi se ne potrà riparlare.

blog comments powered by Disqus