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Minori e accoglienza: al via la Giornata del Migrante 2017

Negli ultimi anni, a causa del peggiorare delle condizioni di vita in molte zone colpite dalle guerre e dalla fame, il numero dei migranti è in continuo aumento. Tra questi individui disperati, pronti a rischiare la loro vita per sfuggire ad un morte sicura, ci sono anche tantissimi minori. La Giornata del Migrante 2017 è a loro dedicata

minori

Da una stima fornita da Telefono Azzurro, solo nel 2015 sono arrivati in Europa circa 89 mila bambini non accompagnati, dei quali poi circa 10 mila sono scomparsi proprio poco dopo la loro registrazione. In Italia, nei primi mesi dell’anno scorso, si sono perse le tracce di circa 5200 minori. E se queste cifre possono far paura, c’è anche da considerare il fatto che sono statistiche approssimative, che offrono un quadro minimo del problema, poiché è impossibile tenere il conto di tutti coloro che, non essendo registrati, effettivamente entrano nel territorio europeo o italiano, dei quali insomma non sapremo mai nulla.

Proprio di fronte a questi numeri così spaventosi, si è deciso di dedicare la Giornata del Migrante 2017 ai minori ed in piazza San Pietro le parole di Papa Francesco hanno risuonato come un monito verso coloro che ignorano il dramma che si sta consumando quotidianamente: “Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E, vi dico, sono tanti. È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai migranti minorenni la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione”.

Diverso invece il discorso del presidente Sergio Mattarella, che ha risollevato la questione facendo appello soprattutto alle istituzioni, per cercare di trovare una soluzione: “L’integrazione degli immigrati, a partire proprio dai più giovani, che ci guardano con maggiore speranza, costituisce un’opportunità per loro e per noi, e questa può produrre i risultati migliori se c’è rispetto della legalità e se l’Unione Europea diventa capace di corresponsabilità nel programmare le politiche e nel suddividere impegni e oneri. È questa una sfida che riguarda le persone come le comunità intermedie, le forze sociali, le istituzioni, per sconfiggere le paure e offrire ai giovani, a tutti i giovani, qualunque sia il colore della loro pelle, gli strumenti per diventare protagonisti e costruttori di un mondo sostenibile e più giusto”.

Questi minori non rischiano solo di morire a causa della guerra o della povertà nel loro paese di origine, lo stesso viaggio che fanno per sfuggire al loro destino è irto di pericoli. Una volta giunti in Europa, rischiano di finire vittime della tratta, della prostituzione, dello sfruttamento del lavoro minorile, della violenza. Ecco perché bisogna affrontare il problema, cercare di alleggerire i procedimenti burocratici previsti e soprattutto educare all’accoglienza, per salvaguardare questi innocenti e garantirgli un futuro.

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