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Marcinelle, 60 anni dopo

Come il Belgio ricorda la tragedia costata la vita a 136 minatori italiani

Marcinelle

MPhotographe – www.flickr.comphotosphotos_mp

Ci vollero 24 ore per spegnere l’incendio nel Bois du Cazier, la miniera di carbone di Marcinelle, la cui colonna di fumo era alta oltre un chilometro e mezzo. I superstiti furono 13, 262 minatori morirono soffocati o ustionati in cunicoli spesso alti solo 50 centimetri. Tra loro 136 italiani, di cui 60 abruzzesi.

Come sono andati i fatti è noto: l’otto agosto 1956, poco dopo le otto del mattino, un addetto riporta alla luce un montacarichi nel momento sbagliato. L’elevatore urta così una trave di acciaio che a sua volta taglia una condotta d’olio, un tubo d’aria compressa oltre ai fili telefonici e ai cavi dell’alta tensione. Le fiamme sono immediate e il fumo penetra in pochi secondi in ogni fessura della miniera, profonda oltre mille metri (il più alto edificio al mondo, il Burj Khalifa a Dubai, arriva a 829,80 metri).

I sistemi di sicurezza del sito minerario erano obsoleti, mancavano le maschere d’ossigeno e molte strutture erano ancora in legno. Anche per questo era stato già deciso il suo smantellamento, rinviato però a più riprese. Nel processo che ne seguì nessuno fu ritenuto colpevole, a parte il direttore dei lavori condannato a sei mesi di carcere.

Come viene ricordata questa tragedia in Belgio? 95 sono i lavoratori locali che morirono in quella miniera, di cui 33 provenienti da Begijnendijk e Tremelo, villaggi nel Brabante Fiammingo che ogni anno organizzano un bus gratuito per visitare la miniera. Nello scorso weekend nei pressi del sito è andato in scena L’uomo carbone, pièce del Teatro sociale di Pescara, è stata inaugurata la mostra Le mineur, ce héros visitabile fino all’11 dicembre e grazie a gigantografie, macchinari e mezzi di soccorso d’epoca è stato possibile rivivere sul posto l’atmosfera di quei giorni. La televisione belga di lingua francese ha poi trasmesso una messa in ricordo delle vittime.

Oggi, lunedì 8 agosto, il suono della campana Maria Mater Orphanorum – donata dal’Italia al comune di Marcinelle e così chiamata per ricordare gli oltre 400 figli di minatori rimasti orfani –introdurrà i discorsi in ricordo dei lavoratori deceduti. Per la prima volta, infine, una delegazione internazionale di minatori verrà ricevuta dal Comune di Charleroi.

Diversi articoli sono stati pubblicati in questi giorni sui maggiori quotidiani e settimanali ma quella di Marcinelle rischia – come in Italia – di diventare una tragedia ignorata dai più. Una storia che ha però ancora molto da raccontare. Un disastro causato da negligenze, dalla povertà e dalla necessità di emigrare in un Paese straniero e allora lontano.

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