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Lui è tornato e fa ancora più paura

Mettere in ridicolo colui che fino a qualche anno fa faceva paura – e vergogna – solo a pronunciarlo.

Lui è tornato

“Lui è tornato” è una commedia assurda – tratta del best seller Er ist wieder da di Vermes Timur.

Hitler si materializza nella Berlino di oggi proprio sui resti del suo bunker, il luogo della sua presunta sepoltura. Non ricorda nulla, è vestito con la sua alta uniforme e si aggira sperduto per una città invasa da turisti i quali, tutt’altro che indignati dalla presenza di un uomo dalle sembianze di Hitler, si accalcano per farsi un selfie con lui. Dopo aver constatato che la sua popolazione è precipitata verso il degrado intellettuale, che la televisione è invasa solo da programmi gastronomici, che a Berlino ci sono più turchi che ad Istanbul, Hitler comincia la sua battaglia di propaganda. Aiutato da un cameraman sull’orlo del licenziamento, che ha bisogno di un format innovativo da proporre alla sua rete, il Fuhrer comincia un viaggio nella Germania di oggi per chiedere alla gente cosa ha da dire sulla situazione attuale.

Le sue idee piacciono, fanno leva immediatamente, parlano di problemi vicini alla popolazione e la sua retorica, si sa, è fenomenale. In particolar modo, Hitler sa utilizzare davvero il potenziale della televisione, diventando in pochissimo tempo una figura dominante anche al giorno d’oggi. Questo film, senza troppe pretese e che regala spesso momenti di riso amaro, come quando, (ALLARME SPOILER) all’apice del suo rinnovato successo, alcuni oppositori mostrano un video di Hitler che spara a un cane: immediatamente il pubblico è sconvolto ed il Fuhrer non è ospitato più in alcun programma televisivo. Lo specchio della nostra incoerenza, che ci scandalizziamo più per un cane che per sei milioni di ebrei. (FINE ALLARME SPOILER). Il film è pieno di citazioni memorabili, che variano dal mondo del cinema a quello della rete, rendendo il tutto molto più accattivante.

Lui è tornato è una commedia politicamente scorretta e non mancano i momenti in cui si prova una profonda paura nel vedere come può prendere piede un leader dello stampo di Hitler in un paese scontento come la Germania di oggi. E la domanda che resta allo spettatore alla fine è: se un tempo un uomo come lui è riuscito ad infiammare una nazione – e fare ciò che ha fatto – senza l’ausilio dei mezzi di comunicazione attuali, chissà cosa potrebbe succedere oggi se arrivasse qualcuno con le stesse idee e con lo stesso carisma?

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