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Luci e ombre, cosa sapere su Expo Milano 2015

A maggio si aprirà Expo Milano 2015. Tanti investimenti e ottimismo: l’Italia prova così a ripartire. Ma tra tangenti e ritardi le critiche non mancano

expo milano 2015

Ultimo giorno di marzo 2008, con 86 voti su 151, Milano viene preferita a Smirne per l’assegnazione dell’Expo 2015. Fine 2008, esplode la crisi economica e finanziaria (dunque politica e culturale) anche in tutta Europa. Da allora ad oggi, in sette anni, sono cambiati tanti scenari. Difficoltà per molte imprese di continuare l’attività, disumano incremento della disoccupazione (specie giovanile), continui cambi al vertice della politica. Tutte questioni che hanno minato l’equilibrio, o quantomeno la sua ricerca, nella società italiana. Pensare al futuro, progettare, investire sul lungo periodo in una situazione simile è risultato problematico per chiunque ambisse a finalità creative e di profitto. Specie nel nostro Paese, spesso lontano dalla serenità e colpito troppo puntualmente da scandali e corruzione, ora con gli occhi e i riflettori puntati contro. In questo contesto, che possibilità ha come grande opera l’Expo Milano 2015? Quali opportunità per l’Italia di risollevare la propria reputazione? E quali sono, invece, le spine nel fianco, le dovute critiche al sistema organizzativo? Procediamo con ordine.

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COS’È, DOVE E QUANDO

Innanzitutto, cos’è l’Expo? È un’Esposizione Universale che si tiene dal 1851 ogni 5 anni, una fiera che interessa una tematica di carattere generale, grazie alla costruzione di padiglioni espositivi a cui partecipano rappresentanti di ogni parte del mondo.
Quest’anno si terrà nell’area nord-ovest di Milano e nella vicina Rho, per un totale di poco più di un milione di metri quadri. L’area sarà organizzata su due strade ortogonali principali, chiamate con memoria romana Cardo e Decumano. Ai loro estremi saranno situate quattro imponenti costruzioni: la Collina Mediterranea, la Lake Arena, l’Open Air Theatre e l’Expo Center. 
Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 (sempre aperto, dalle 10 alle 23), 145 Paesi e 3 organizzazioni internazionali (ONU, EU, CERN) esporranno i propri prodotti e progetti a tutti i visitatori, oltre i 20 milioni attesi.

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TEMA

Il tema scelto è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L’obiettivo è riflettere sulle profonde contraddizioni che circondano la vita quotidiana dell’uomo, come appunto la diseguale distribuzione delle risorse alimentari. Per evitare, dunque, inesorabili, ma senza scuse, conseguenze che sempre si realizzano in parti del mondo lontane, tra chi muore per mancanza di cibo e chi per malnutrizione o malattie legare all’eccesso di irregolare e di innaturale alimentazione. Soprattutto, si spera che l’abbondanza di soluzioni e prodotti spinga decisori politici verso una pressione all’eco-sostenibilità come motore, come alternativa energetica e stimolo al mercato fin troppo globalizzato, che talora dimentica il proprio ambiente e le opportunità peculiari del territorio più vicino. Così, il percorso, ideale e fisico, si realizzerà per via di cinque itinerari: “Storia dell’Uomo, storie di cibo”, “Abbondanza e privazione: il paradosso del contemporaneo”, “Il futuro del cibo”, “Cibo sostenibile = mondo equo”, “Il gusto è conoscenza”.
53 Paesi potranno disporre di un proprio padiglione. I restanti sono divisi per criteri macrotematici, in diversi 9 cluster: del riso, del cacao, del caffè, di frutta e legumi, delle spezie, dei cereali e tuberi, quello bio-mediterraneo, delle isole mare e cibo, delle zone aride.
L’Italia avrà come spazio d’esposizione un edificio, il Palazzo Italia appunto, di quattro piani, corrispondenti alle eccellenze nostrane. Al primo piano la presentazione verterà sulla “potenza del Saper Fare”, al secondo sulla “potenza della Bellezza”, al terzo sulla “potenza del Limite”, al quarto sulla “potenza del Futuro”.

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LUCI E MOLTE OMBRE

L’Expo 2015 a Milano è «un’occasione straordinaria per un nuovo sviluppo dell’Italia nel suo insieme, Nord e Sud, per il superamento della crisi che stiamo vivendo che sta mettendo a dura prova l’economia e la società italiana», secondo le parole pronunciate all’avvio della preparazione alla manifestazione dall’ormai ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma questa possibilità, potenzialmente condivisibile e più volte esposta dalle alte cariche istituzionali e non, riuscirà davvero a realizzarsi? O quanto meno, sarà carica di propulsione per il nostro Paese verso un processo di crescita economica?
L’investimento pubblico è stato di un miliardo e 300 milioni (affiancato da circa 400 milioni di privati), il guadagno atteso è stimato almeno in un miliardo e 700 milioni, con 124 mila posti di lavoro creati. Ma per un bilancio più attendibile probabilmente si dovrà attendere almeno fine anno. Ad oggi, alla ribalta sono finite notizie meno gradevoli, per usare un eufemismo, purtroppo già note ai cicli storici che più ci riguardano. Infatti l’8 maggio 2014 è stato disposto l’arresto dalla procura di Milano per sette persone con l’accusa di corruzione nell’ambito dei lavori preparativi dell’Expo 2015 . Ancora fresca del 17 marzo 2015 è la notizia del coinvolgimento di una vera e proprio cupola” che pilotava i finanziamenti verso la realizzazione di grandi opere, tra cui l’Expo .

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Non bastasse, un altro grande dubbio aleggia, specie per la gestione top-secret dei cantieri: a che punto sono i lavori? Se le fonti ufficiali abbondano le percentuali, è più oggettivo pensare che mancano ancora all’appello più del 35% dei lavori finiti, tra cui alcuni che non riusciranno ad essere ultimati in due mesi. Calda diventa dunque l’attesa per la giornata di inaugurazione del Primo maggio, quando davanti al premier Renzi potranno esser mascherate costruzioni non finite.
In ultimo, ma non meno rilevante, critiche sono arrivate anche da molti giovani non disposti allo stage non retribuito, ma “volontario”, presso l’Expo. Parimenti è corso sui social lo sberleffo e l’ironia verso la pubblicizzazione del sito di eventi inerenti la manifestazione, VeryBello.it, curato dal Ministero dei Beni Culturali e Turismo.
Tra meno di due mesi si apriranno i cancelli dell’Expo 2015 a Milano, nella giornata del 30 aprile (prima una sfilata di Giorgio Armani, poi il concerto di Andrea Bocelli, autore dell’inno della manifestazione). Non possiamo dire che tutto è pronto, se tutto poi andrà per il meglio, e soprattutto se la forza propositiva dell’incontro tra più cooperazioni internazionali porterà al benessere ambito. Certo è che per ripartire come Paese non bastano gli investimenti, comunque necessari, ma un radicale cambiamento nel pensiero, nelle modalità e nell’uso dei mezzi utili alla creazione delle eccellenze di cui siamo capaci.
Provando ad andare oltre il facile e abusato ottimismo, siamo pronti a questo?
L’Expo 2015 sarà un aiuto in questa direzione?

Qui il sito ufficiale, per maggiori informazioni (biglietti, come arrivare):
http://www.expo2015.org/it

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