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L’inverno sta arrivando: Kasparov e la Russia di Putin

Non fa giri di parole, Garry Kasparov nel dire che quella di Putin è una dittatura. Come potrebbe non esserlo, dato che in Russia mancano la libertà di stampa, un partito d’opposizione, trasparenza ed apertura economica?

“Putin è un problema Russo e sta ai russi risolverlo, ma diventerà presto un problema europeo e subito dopo un problema mondiale se le sue ambizioni continueranno a essere ignorate.”
Garry Kasparov

KasparovQuando crollò l’Unione Sovietica, una folla di moscoviti tirò giù dal piedistallo la statua di Felix Dzerzhinsky, il fondatore del Kgb. Una moltitudine di gente si accalcò sui resti del monumento scrivendo frasi contro la polizia politica, urlando “Svo-bo-da”, libertà. Volevano essere liberi, volevano vivere senza una politica opprimente come quella che avevano subito per così tanti anni. Si percepiva un fremito, una voglia di cambiamento tanto forte da travolgere la nazione più grande del mondo.

Forse, però, tutta questa democrazia ha spaventato gli animi, tanto che a distanza di pochissimi anni, ecco che a diventare presidente della Russia è stato proprio un ex colonnello del Kgb, Vladimir Putin. Carismatico, atletico, intelligente e sicuro di sé, Putin ha incarnato per migliaia di russi il prototipo del presidente ideale, riscuotendo un consenso che rasenta il fanatismo.

Senza mezzi termini, secondo Kasparov quella di Putin non è altro che una dittatura, perché in Russia mancano alcune cose davvero fondamentali in un sistema democratico: la libertà di stampa, un partito d’opposizione, trasparenza ed apertura economica.
L’odio verso l’esterno, in particolare verso l’Europa e gli Stati Uniti, è alimentato da sottili propagande interne. La mente da scacchista di Kasparov ha studiato a fondo la strategia di Putin, che fa vivere costantemente il suo popolo sotto la minaccia di un attacco, come durante la Guerra Fredda. Anche la Seconda Guerra Mondiale, che è valsa una sanguinosa vittoria alla Russia, viene costantemente ricordata, commemorata, portata ad esempio: vi ricordate quando abbiamo sconfitto il Nazismo? Quando avevamo tutto il mondo contro e nonostante la povertà, il freddo e le perdite umane abbiamo vinto? Ecco, ora sta accadendo la stessa cosa e come allora trionferemo.
Ed i Russi ci credono. È così che Putin ha costruito tutta la sua popolarità, sulle ceneri del passato.

Come può essere fermato un uomo così furbo? Solo uno più furbo di lui può farcela, ed è il caso di Kasparov. Secondo lo scacchista, tutti i leader mondiali che attualmente trattano Putin con rispetto, lo considerano un presidente democratico e misurano le mosse da adottare contro di lui, dovrebbero isolarlo, sia diplomaticamente che economicamente. Quelle sono le uniche armi che potrebbero davvero porre fine alla politica di Putin, facendogli perdere almeno il consenso interno.
Quattrocento pagine di fatti, dati, interviste e racconti personali, che spiegano in maniera acuta la situazione russa e la figura di Putin.

Garry Kasparov è considerato il più grande scacchista di tutti i tempi, rimanendo campione indiscusso fino al suo ritiro nel 2005. Da sempre impegnato politicamente a favore della Partito Democratico russo, nel 2012 è stato nominato Presidente della Human Rights Foundation. Vive in esilio volontario negli Stati Uniti.

L’inverno sta arrivando
Editore: Fandango
Collana: Documenti
Pagine: 336
Euro: 20,00
traduzione di Valentina Nicolì

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