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L’evoluzione del sistema comunicativo: Fidler e le sue “mediamorfosi”

immagine4(1)Oggi più che mai i processi di cambiamento sembrano procedere ad una velocità impressionante, investendo con forza ogni sfera della vita, dalla scienza alla moda alla tecnologia: il settore delle comunicazioni di massa non si sottrae a tale andamento, manifestando specifiche dinamiche  e modalità di evoluzione. “Mediamorfosi” è il suggestivo neologismo coniato dallo studioso e giornalista Roger Fidler, per descrivere tale tendenza. Egli considera il sistema della comunicazione come un tutto: i nuovi mezzi non sorgono in maniera spontanea ed autonoma, ma scaturiscono dalla metamorfosi dei propri predecessori ed allorquando nuovi strumenti si affermano, i prodotti meno attuali, piuttosto che scomparire, reagiscono adattandosi. Fattori esterni, quali la società e  l’apparato economico e politico, esercitano una forte importanza, dal momento che attraverso l’espressione di bisogni ed esigenze determinano le scelte e l’assetto del mercato.

Fidler individua tre momenti essenziali di trasformazione nella storia della comunicazione. La prima grande “mediamorfosi” registrata dallo studioso è quella relativa al linguaggio parlato. In principio, le forme rudimentali di espressione si basavano sull’imitazione dei versi emessi dagli animali, che furono manipolati e trasformati con lo scopo di assegnare loro significati complessi. Le popolazioni che per prime appresero il linguaggio acquisirono un forte vantaggio rispetto alle altre in termini di sopravvivenza, in quanto gli individui erano in grado di tramandare ai propri successori le tecniche per difendersi, i metodi relativi alla conservazione del cibo e in generale messaggi più lunghi e articolati di quelli che consentiva la comunicazione con segni e  segnali. Questa trasformazione non portò alla scomparsa delle forme non verbali di comunicazione che permasero e continuarono a modificarsi. Il secondo cambiamento epocale in grado di modificare per sempre il corso della storia umana è invece relativo al linguaggio scritto. I primi ad elaborare un vero e proprio sistema organico, il cuneiforme, che consisteva nel praticare  incisioni su tavolette d’argilla morbida, furono i Sumeri intorno al 3500 a.C., mentre agli Egiziani va ascritto il merito di aver introdotto un supporto più maneggevole: il papiro. Le motivazioni che stanno alla base di questo secondo, grande mutamento nel mondo della comunicazione non possono prescindere dalle significative modificazioni che avvennero a livello economico e sociale  presso queste popolazioni: è in virtù del rapido sviluppo dell’economia agricola e commerciale, nonché di un articolato sistema politico, che presso queste comunità si avvertì l’esigenza di mettere a punto modalità efficaci ed affidabili di conservazione dei dati.

L’evoluzione del linguaggio scritto vide senza dubbio uno dei momenti cruciali nell’introduzione della stampa a caratteri mobili, che consentì una più massiccia diffusione di testi. Le masse, tuttavia, non ebbero accesso immediato ai prodotti relativi al mercato della carta stampata e fu soltanto tra il  XIX e il XX secolo, con la nascita del quotidiano e soprattutto con la distribuzione di giornali a prezzi economici, che questi media entrarono concretamente nella vita del grande pubblico, contribuendo notevolmente al processo di alfabetizzazione.

Allorquando, all’inizio degli anni Venti del Novecento, fece la sua comparsa nel mondo della comunicazione un nuovo strumento, la radio, a cui si affiancò dopo la seconda guerra mondiale la televisione,  sembrò che per il mondo editoriale non ci fosse più futuro, compromesso definitivamente dai media elettronici. Tuttavia tale settore riuscì a reinventarsi, introducendo una serie di cambiamenti sia a livello stilistico che contenutistico: il prodotto infatti, venne arricchito con inserti speciali, prevalentemente indirizzati a particolari porzioni del pubblico e i quotidiani fornirono maggiori approfondimenti, con lo scopo di aiutare i lettori a comprendere le motivazioni degli avvenimenti descritti. La terza grande “mediamorfosi” inerisce invece al linguaggio digitale: le  fasi iniziali di questo stadio possono essere rilevate già nell’Ottocento, quando per la prima volta venne applicata l’energia elettrica al sistema di comunicazione. Durante i primi decenni del XIX secolo con il rapido sviluppo delle ferrovie e dei commerci a lunga distanza, la velocità emerse quale requisito fondamentale per la crescita sociale ed economica e i tradizionali strumenti utilizzati per lo scambio di dati si rivelarono inadeguati e inefficienti. Fu così che, proprio per rispondere a questo bisogno di immediatezza, un numero crescente di invenzioni comparve sul mercato, rivoluzionando il sistema della comunicazione umana. Tra le innovazioni che più significativamente trasformarono questo settore, vi sono sicuramente la radio che, prima attraverso i radioamatori dilettanti, poi tramite i network locali e nazionali, si rivelò uno strumento chiave per la trasmissione di notizie, e la televisione che, a partire dal secondo dopoguerra, divenne il principale mezzo di intrattenimento. Per i cosiddetti  “babyboomers”, ossia i nati tra la fine del secondo conflitto mondiale e la prima metà degli anni Sessanta, essa divenne ben presto una vera e propria compagna di vita. Il tempo libero, una volta trascorso a chiacchierare o a leggere, venne assorbito da quell’affascinante scatola nera, sulla quale si riversarono rapidamente tutte le aspettative di svago e divertimento. Altrettanto significativa fu la metamorfosi nel settore informatico: i computer, infatti, da complicati ed ingombranti macchinari deputati al calcolo  e maneggiati esclusivamente da specialisti, si sono  trasformati, in strumenti accessibili e familiari. L’introduzione di Internet nel 1969 ha conferito una nuova impronta al settore, introducendo una possibilità del tutto rivoluzionaria: l’interattività. Se infatti ancora oggi nella Rete trova spazio lo scambio di dati scientifici e tecnici, è di sicuro l’interazione tra individui l’aspetto più accattivante del Web. La terza “mediamorfosi”, con una proliferazione di nuovi strumenti che non trova eguali nei cambiamenti che l’hanno preceduta, ha avuto decisive conseguenze sul funzionamento del sistema comunicativo e per  garantire la propria conservazione in questo complesso organismo, ciascun mezzo si è migliorato, arricchito, modificato: i magazine, per esempio, si sono dotati di una veste grafica più colorata ed attraente e hanno variato i propri contenuti offrendo servizi specialistici per un pubblico più colto, catturando così il favore di particolare settori di inserzionisti; la radio ha aggiunto alla trasmissione AM (amplitude modulation) quella in FM (frequency modulation) in grado di offrire una maggiore larghezza di banda.

L’universo dei media si impone, dunque, come un organismo complesso, dinamico e adattativo capace di rispondere in maniera diversa agli stimoli esterni per garantire la propria sopravvivenza, un tutto caratterizzato dalla costante interazione delle sue componenti, che di continuo si arricchisce ed arricchisce il patrimonio culturale dell’umanità, che ha potuto avvalersi nel tempo di sempre più efficaci strumenti per esprimersi e comunicare.

La fonte dell’immagine è : http://www.methemedia.com/chapters

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