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L’INESAUSTA QUISTIONE

IL TURISMO NON CI SALVERÀ

NEPPURE LA POLIZIA CI POTRÀ AIUTARE

DIO CI PROTEGGA DALLA PATRIA E DALLO STATO

Il meridione è stato sempre, dal 1860 ad oggi, il serbatoio delle maggioranze ministeriali; è in grazia deI deputati meridionali, quasi tutti eternamente ministeriali, che si regge l’attuale ordinamento politico. Ora, una domanda che nasce naturalmente dal confrontare l’eterno ministerialismo del Mezzogiorno con l’eterno sfruttamento di cui il Mezzogiorno è vittima è questa: come mai l’Italia meridionale, sfruttata dal governo unitario, lungi dal ribellarsi, manda alla Camera sempre maggioranze unitarie?

Ovvero, per esser più semplici ed attuali: come mai l’UDEUR, la forza più trasformista dell’odierno parlamento nazionale e quella che maggiormente incarna la continuità democristiana, ancora alle ultime elezioni ha raccolto in Calabria la messe di consensi maggiore d’Italia?

Come mai i deputati meridionali han lasciato per un secolo e mezzo rovinare il loro paese? Come mai fu proprio un meridionale, il Crispi, a introdurre, nel 1887, le tariffe protezionistiche, rovinando l’agricoltura del Sud a vantaggio delle industrie del Nord?

E come mai fu il meridionale Colombo, mentre ancora le pompe confederali si affaccendavano a spegnere i fuochi della rivolta a Reggio, a concepire con ferrea logica centralista e in doveroso ossequio ai capitani come il PRESENTI… il “pacchetto” pieno di risorse, propositi, promesse, cantieri, impianti… stabilimenti morti per industrie mai nate e che pure hanno sradicato, inquinato, disoccupato, degradato e avviato un ciclo detto “del cemento”, per la sostanza prima di cui si alimenta, alimentando altresì una fiorente impresa mafiosa e seppellendo vivi abitanti e territori?

(E sovvenne più avanti il Treu, nordico “italiano rinnovatore” ed estensore di un altro omonimo pacchetto, a portarci in dono assieme agli LSU la cronicizzazione della miseria: il lavoro come l’elemosina, sempre più povero dei suoi diritti…)

E di nuovo, in ultimo, un altro ministerial terrone, ma più d’ogni altro pregno d’italico valore, il Ministro degli Appalti, già poliziotto della Patria, quel Di Pietro Antonio che tanto a cuore tenne l’Unità da salvar lo Stretto di Messina spa, società di pubblico “affare” che già succhiò miliardi e miliardi all’erario per progettar la fisica unione della Nazione .

Sarebbe questo nella storia il primo esempio di un paese che non solo subisce la propria rovina, ma la approva e la promuove, facendosi sostenitore di un governo che ne è lo strumento…

La contraddizione che abbiamo osservato non si può in alcun modo spiegare se si persiste… a parlare di un sud astratto, come se la popolazione meridionale sia un blocco omogeneo e compatto e come se tutti i meridionali sieno egualmente oppressi dall’attuale ordinamento politico. Quando si discute della cosiddetta

Italia meridionale, bisogna sempre distinguere se si parla dei latifondisti o dei minuti borghesi o delle plebi rurali; ancor meglio oggi distinguere bisogna tra gli imprenditori del sottosviluppo, e sopra gli altri i turistici e gli edili, ma anche i pochi industriali, i notabili e professionisti di ogni risma, gli impiegati dei livelli più vari e più di ogni altra cosa tra gli amministratori, che sempre da questi gruppi vengono pescati, e gli amministrati…

perché quel che si dice degli uni non è in alcun modo applicabile agli altri e viceversa.

Perché l’acquiescenza di una massa di lavoro ricattabile e “obbligata”, la massiva disoccupazione che ne è la base, le agevolazioni legali che riducono il costo del lavoro, l’intimidazione mafiosa che inibisce ogni stimolo di conflitto, la pubblica miseria che induce la mercanzia del voto, i fiumi di denaro pubblico variamente mal-versati… non son cose di cui si giovano parimenti l’imprenditore e il lavoratore, il mafioso e il disoccupato, l’amministratore e l’amministrato.

Ed anche l’imponderabile, un cataclisma, un’alluvione, non è casuale per come distrugge una terra iniquamente distribuita e consumata… non è democratica nel colpire i poveri abusivi come colpisce i grandi speculatori… non danneggia egualmente la casetta grigia e un gran complesso turistico-cementizio… E se gli uni son appunto abusivi e gli altri “regolari” o ancor più spesso “sanati”, è solo in virtù del privilegio che si nasconde dietro il velo di una legalità astratta e formale.

 

L’attuale regime, se da una parte opprime la gran maggioranza della popolazione, riesce invece a tutto vantaggio della minoranza nobile e latifondista, politicante e professionista, notabile e nazionalista, clientelare e darwinista… la quale ha quindi tutto l’interesse a conservare lo status quo e a difendere con le unghie e con gli artigli le felicissime istituzioni presenti.

Per tal modo il governo centrale potrà commettere nel Sud le maggiori prepotenze, potrà distribuire porti d’armi ai camorristi, concessioni edilizie ai grandi lobbisti, grandi opere e vari impianti tutti inquinanti in gestione agli ‘ndranghetisti… potrà lasciare le amministrazioni in mano di sindaci delinquenti e di assessori ladri, potrà fare le elezioni con la più spudorata corruzione possibile; ed ampiamente sanzionare giudici presuntuosi che persistono a ritenere tutti sostanzialmente uguali di fronte alla legge… al momento del redde rationem accorreranno in aiuto del ministro a rinforzare la deputazione meridionale i deputati moderati del nord (o del centrodestra sempre garantista, ma solo per gli uomini dabbene e il diritto di proprietà); e se le plebi meridionali, prive della facoltà di manifestar legalmente e alfabeticamente la loro stanchezza, si ribellano alla fame e bruciano qualche casotto daziario gridando: “Viva il Re!”, se invadono una discarica tossica dicendo “questo è illegale!”, se bloccano le stazioni dicendo “siamo noi cittadini?!”… i soldati settentrionali, che non conoscono il Mezzogiorno e lo disprezzano, od anche quelli meridionali che di qualcosa devono pur campare, son lì pronti a reprimere; pronti a rispondere al coro unanime dei perbenisti: la militarizzazione! Pronte ad accorrere le forze dell’ordine per imporre l’ordine della forza nazionale… e i deputati moderati del nord ad approvare, e centro e destra e anche LA SINISTRA uniti ad approvar pacchetti-sicurezza…

I deputati del nord hanno bisogno dei camorristi del sud per opprimere i proletari del nord; i camorristi del sud hanno bisogno dei moderati del nord per opprimere le plebi del sud.

In definitiva, checché ne dica “il qualunque” padroncino leghista di Pontida, non vi è lotta fra Nord e Sud; vi è lotta tra le masse del sud e i reazionari del sud; vi è lotta tra le masse del nord e i reazionari del nord; e come i reazionari del nord e del sud si uniscono insieme per opprimere le masse del nord e del sud, così le masse delle due sezioni del nostro paese debbono unirsi per sconfiggere a fuochi incrociati il blocco sociale dominante, sia esso delinquente con camorra ‘ndrangheta e mafia, sia ipocritamente onesto con Di Pietro e Fini; viva esso sul lavoro non pagato dei cafoni africani di Puglia Calabria e Campania o su quello dei precari metropolitani; prenda a suo rappresentante Prodi ovvero Berlusconi; si affermi sulle colonne del “Corriere della sera” o nelle trasmissioni pseudodemocratiche della televisione monopolistica di stato e non.

E a chi ci domandi cosa c’entri tutto questo con l’alluvione, risponderemo che fin qui non abbiam trattato d’altro…

                 Gaetano Salvemini (1900/2007…)

* le parti in corsivo sono liberamente ispirate e volte ad attualizzare lo scritto

* Rinnovamento Italiano era la formazione politica “in quota” alla quale T. Treu era ministro nel primo Governo Prodi. Lo scorso ottobre i deputati di Italia dei Valori hanno votato con quelli del centro destra per tenere in vita la Stretto di Messina spa, nonostante la declassazione a opera non prioritaria del Ponte sullo Stretto. Le risorse della grande opera vengono trasferite ad un apposito capitolo di spesa del Ministero delle Infrastrutture “Interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali e di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in Calabria” che darà alla società la possibilità di “svolgere all’estero, quale impresa di diritto comune ed anche attraverso società partecipate, attività di individuazione, progettazione, promozione, realizzazione e gestione di infrastrutture trasportistiche e di opere connesse” .

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