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Italia affamata di tragedie

Yara Gambirasio e Sarah Scazzi. Sarah e Yara. Martellati dalle notizie che riguardano queste due povere ragazzine, ormai conosciamo ogni dettaglio delle loro vite.

Dal 26 Agosto 2010, giorno della scomparsa di Sarah Scazzi, non si è parlato d’altro in tv. Festa grande a casa Vespa e dintorni. Sembra che non si aspettasse nient’altro che una bruttissima notizia come questa. Bisogna assolutamente ricamarci sopra, cercare di incuriosire i telespettatori che sicuramente si appassioneranno alla vicenda.

Morta Sara, la prima cosa da fare è investigare intorno alla sua vita: il fidanzato, il cellulare trovato bruciato e ben sei diari. Tutti parlano di Sarah, tutti la conoscono ed improvvisamente ha un sacco di amici che la descrivono come una ragazza tranquilla, normale (a parte i quattro profili su facebook). I media ci mangiano. Puntate e puntate su tutti questi particolari. Tutti i programmi di approfondimento pronti a trovare un dettaglio minuscolo ed in men che non si dica annunciano che la trasmissione che stanno per vedere rivelerà una grande novità, che darà una svolta al caso. Molto probabilmente, invece, si assisterà alla messa in onda della manfrina vista un giorno prima, ma su canale diverso.

Il caso della cintura che avrebbe strangolato la quindicenne, ve lo ricordate? Allora, c’era chi sosteneva fosse da uomo, chi diceva fosse da donna, poi è diventata unisex. E su questa “novità”, quante puntate, interviste, approfondimenti?

Quando finiscono gli elementi legati alla scena del crimine, alle macchie di sangue, ai segni lasciati sui muri, si gioca sul rapporto con la famiglia. Dunque, Sarah parlava poco a casa, perciò scriveva molto. Quindi, amici ascoltatori, parlate con i vostri figli, perché a quest’età è tutto difficile.

Il segreto è incuriosire e preoccupare. Infatti il fatto che possa essere stato un  familiare è abbastanza inquietante ed una madre comincerebbe a scrutare il proprio fratello, marito, figlio per cercare ci capire se dietro uno di loro si nasconde un sanguinario killer che potrebbe fare lo stesso alla sua bambina. In televisione gli “esperti” si sprecano. Invitano a vigilare sulla famiglia, a proteggere i bambini ed allora, il terrore incombe. Domande assillanti rimbombano nella mente: “se lo lascio a scuola, lo ritrovo? Forse è meglio non iscriverlo in palestra, non si sa mai quali persone potrebbe incontrare”.

Scoperta la qualsiasi cosa su Sarah ci serve un nuovo caso choc. Come la manna dal cielo, arriva una nuova scomparsa: Yara Gambirasio. Allora, dove viveva, la palestra, la madre, gli amici, il cellulare. Improvvisamente le dirette vengono spostate da Avetrana a Brembate di Sopra ed i giornalisti si precipitano a cogliere le impressioni a caldo della vicenda.
La storia continua, ma perché? Scompare gente ogni giorno, ma nessuno si accanisce così come quando parliamo di minorenni, che di solito sono problematici, non parlano, si drogano, vanno a ballare o che certe volte sono proprio il contrario, dolci e brave a scuola. Chi guarda il Tg si appassiona perché crede che potrebbe succedere la stessa cosa nella sua famiglia e visto che c’è un caso al mese, è bene preservarsi. Si segue la vicenda schierandosi dalla parte della vittima, che è giovane, indifesa e soprattutto è morta senza aver commesso reato. Non stiamo parlando di un boss, di un incidente d’auto, di una lotta tra bande, ma di ragazzine. I media lo sanno. Chi non avrebbe paura?

In ogni caso meglio tenere i cervelli degli italiani occupati dalle vicende di Sarah e Yara piuttosto che di problemi della politica internazionale o nazionale. L’Italia sta vivendo un periodo di crisi. Ma chi ne conosce i motivi? Meglio uno speciale sulle bambine scomparse, che fanno sicuramente più share della politica. Meglio non farli pensare troppo alle elezioni, alla instabilità politica ed economica stiamo vivendo. La tragedia paga, la paura pure.


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