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Fucino express

Da vent’anni per loro è la destinazione più ambita, è proposta in vari modi e soprattutto non è per tutti, ma solo per pochi invidiatissimi fortunati. Il viaggio è un’avventura assicurata, una miscela di mare, monti e deserto. Per non parlare della destinazione: ITALIA, piana del Fucino,  sistemazione in suggestive cascine direttamente nei campi, a stretto contatto con la natura. Il prezzo del pacchetto completo va dai 2.500 ai 7.000 euro a seconda dei periodi, bassa o alta stagione. Tariffe non proprio popolari per un tour operator che vanta però  quattro lustri di esperienza. Chi sono loro? Tanti marocchini giovani e non, e quella descritta non è una vacanza. Soprattutto negli ultimi mesi sono cresciuti esponenzialmente i fatti di cronaca, alcuni dei quali anche eclatanti, che hanno coinvolto cittadini del Marocco nella Marsica. Droga, risse con abitanti del posto e sgomberi riempiono ormai quasi tutti i giorni le colonne dei giornali locali e non solo. Da più parti si incomincia a parlare di rischio sociale, bomba a orologeria e rischio immigrati. Ma andiamo per ordine.

Nella Marsica vivono da anni folte comunità di extracomunitari ben inserite nel tessuto sociale ed economico, ma sotto questa realtà di integrazione ce n’è un’altra, quella dei braccianti agricoli stagionali impegnati nelle campagne di raccolta di prodotti: gli “invisibili a scadenza”, pagati in base al peso dei prodotti raccolti. La mappa dello sfruttamento ha un suo percorso che va da San Benedetto dei Marsi a Celano, passando per Luco dei Marsi, Trasacco e Avezzano. Durante i mesi lavorativi del Fucino, da aprile ad ottobre, passando al tramonto per le lunghissime strade che  tagliano in grandi fette i campi, è frequente vedere numerosi gruppi di braccianti che, come in processione, tornano stremati nei loro miseri e isolatissimi alloggi.

Nel settore dell’industria agricola marsicana si stanno insinuando due fenomeni collegati. Uno, gli stranieri sono costretti a comprare il posto di lavoro corrispondendo cifre di diversa entità che finiscono nelle tasche del caporale di turno e del datore di lavoro. Due, si verifica l’intermediazione nella ricerca di manodopera tramite le cosiddette “cooperative senza terra”, società che teoricamente dovrebbero occuparsi di agricoltura, ma che in realtà “affittano” gli stranieri ai datori di lavoro, evadendo gli obblighi contrattuali e contributivi imposti dalla legge italiana. A questa situazione c’è da aggiungere quella dei braccianti regolari che, comunque, per circa sei mesi l’anno restano a vivere nei paesi dell’area circonfucense senza lavoro. In molti casi lo spaccio, il degrado sociale e la delinquenza sono solo la conseguenza di tutto ciò. Per carità sacche di delinquenza nascono in ogni caso e a prescindere dal contesto, ma caporali, finte cooperative,faccendieri e speculazioni abitative sono i frutti di un sistema che molto spesso alimenta la nostra economia.

Nel frattempo, però, un’ altra stagione agricola sta per passare. Da ottobre ad aprile per “loro” sarà ancora una volta notte.

I numeri dell’immigrazione nella Marsica

Nei comuni dell’area del Fucino risiedono attualmente più di 6.000 immigrati con percentuali che vanno dal 6 al 12% dell’intera popolazione residente. Nel comune di Gioia dei Marsi la percentuale arriva al 12,2%. La comunità più presente è quella marocchina che, addirittura, nel comune di Trasacco raggiunge il 67,4% dell’intera popolazione straniera ed il 20% della popolazione totale. In tutta la zona molte attività commerciali sono gestite da immigrati, ci sono anche centri culturali islamici e una moschea.


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