Articolo

(Erga Omnes!)*

* Tradotto letteralmente significa “nei confronti di tutti”. Da non confondersi con “Extra Omnes”, quello si userà quando la situazione si farà drammaticamente più seria. (il disegno è di Makkox e lo trovate pubblicato sul sito www.ilpost.it)

Vi garantisco poi che i miei articoli avranno una linea più analitica (quando ciergaomnes sarà qualcosa da analizzare), per ora, vista la totale paralisi, si può solo commentare (e i commenti non sono sempre oggettivi).

Il mondo spirituale è confuso, ma anche quello terreno non scherza.

Finalmente si è deciso quando inizierà il conclave: il 12 marzo.

Finalmente si è deciso quando si riunirà per la prima volta il parlamento (per votare anche chi sarà  Presidente della Camera e Senato): il 15 marzo.

Insomma passiamo interi mesi nella noia e poi si decide tutto (forse) in una settimana.

Avremo un papa? Avremo un governo? Le due cose coincideranno?

Il mondo spirituale si presenta diviso e confuso (come la direzione del PD di qualche giorno fa), i cardinali sono frastornati e smarriti (come i parlamentari del M5S alla ricerca del parlamento a Roma).

Chi è chiamato a eleggere l’erede di Pietro si presenta come uomo solo. Ma non tutti sono soli: Opus Dei, Cavalieri di Colombo, Comunione e Liberazione, Comunità Sant’Egidio, Legionari di Cristo e tanti altri poteri, lobby trasversali, sponsorizzeranno l’illuminazione divina affinché venga eletto l’uomo che guiderà la comunità cattolica fino alla propria morte (forse).

Scuole politiche cattoliche, le due fazioni mai come questa volta si presentano con fratture profonde: conservatori o conservatorissimi? Lo sapremo presto perché si presenta come un conclave breve. La chiesa deve dare un segnale di unità (chi ci ricorda?) e quindi meno fumate si fanno meglio è.

Intanto però bisognerà cercare di unire i sudamericani (che sembrano essere i più divisi e agguerriti), cercare di difendere i bistrattati cardinali italiani, tenere a bada i “progressisti”. Insomma un vero caos celeste avvolge la cupola di San Pietro.

In tutto questo la domanda più importante che la stampa italiana ha tirato fuori è stata: “Il prossimo papa sarà nero?”.

Intanto il mondo terreno non presenta prospettive esaltanti:

“guardi, non è niente di grave, mi sono solo dato una martellata sul dito ma mia moglie ha insistit..”

“dobbiamo ricoverarla!”

“per una martellata?”

Personalmente non ho mai visto nessuno essere ricoverato per una congiuntivite posto sotto stretta osservazione cardiologica (!). Ma bisogna capirlo Berlusconi: le ha provate tutte. Gli era rimasta solo la scusa dell’ “ero malato”. Solo che poteva fare di meglio: fingere un’appendicite, fingere una lesione ai crociati dopo uno scontro con Balotelli, fingere una frattura del bacino dopo una cena elegante. Diciamocela tutta, la congiuntivite non convince del tutto nemmeno Emilio Fede. Secondo il dottor Zangrillo la congiuntivite è una malattia talmente debilitante per cui la sua assenza in Tribunale è pienamente giustificata (ve l’ho detto che Zangrillo è anche il medico personale di Berlusconi? Nel senso che è ‘a libro paga’ del Cavaliere).

Chi non è ‘a libro paga’ dell’ ex premier è il medico che ha svolto la visita fiscale. Infatti secondo lui la congiuntivite, non portando alla paralisi delle gambe o della lingua, non sarebbe una piaga così insopportabile.

Per Angelino Alfano la visita medica “sfonda il muro del ridicolo” (ma Alfano, laureato in legge, dovrebbe sapere che è nella piena facoltà del giudice ordinarla) e che è pronto a scendere in piazza contro la magistratura.

Ma come può chi rappresenta il potere legislativo (cioè chi fa le leggi in quanto parlamentare) protestare contro chi, come la magistratura, tutela il rispetto delle leggi (decise in parlamento)?

Si può arrivare, in questo momento delicato del Paese, allo scontro tra poteri istituzionali? Sì, secondo un italiano su tre.

Si può arrivare ad assaltare un Tribunale, ad insultare chi ci protegge, per far sì che la legge venga rispettata da tutti, tranne uno? Sì, secondo un italiano su tre.

Ovviamente il PDL, un partito che si definiva “responsabile, pronto a governare per il bene del paese” è tornato subito ad allinearsi a combattere i giudici, a giustificare frodi fiscali, a nipotizzare prostitute marocchine aspiranti estetiste, dimenticandosi che il Paese non è Berlusconi (scusate, il paese per un terzo è Berlusconi).

Il Paese può attendere, prima va salvato il padrone.

Vogliono il 100% del parlamento. Se perderanno ci saranno violenze in strada. I giornalisti sono malfidati, pagati per far fare loro brutta figura, e quindi vanno cacciati. Il 15 marzo, tutti uniti marceranno (rectius: passeggeranno) in parlamento. Chi sono? Sbagliato. Quelli erano in bianco e nero, questi a colori.

Grillo continua a fare propaganda su (quasi) le stesse cose proposte dallo stesso Bersani. Questo è significativo di una cosa: il problema è CHI propone, non COSA si propone.

La stessa cosa proposta da Grillo è accolta da applausi e ovazioni, la stessa cosa proposta da Bersani è subissata da insulti e belati. Stiamo parlando della medesima cosa.

Non riusciamo a metterci d’accordo non tanto se voler andare a mare o non voler andare a mare. Stiamo litigando su chi dovrà guidare il camper (e voi affidereste il vostro camper a un neopatentato che non sa neanche la strada?). Col risultato sterile che al mare non ci andiamo e che restiamo fermi, come imbecilli, sotto casa vestiti da mare.

Significa delegittimare arbitrariamente il risultato elettorale, significa impedire che il Paese esca (o perlomeno tenti di uscire) da questa situazione di stallo. Possiamo permettercelo in un momento come questo? Sì , secondo un italiano su tre.

Intanto sono aperte le selezioni per i “collaboratori” (vietato usare il termine “portaborse”, al pari di “bidello” o “spazzino”), chi vuole può inviare un CV a un indirizzo mail (quali sono i parametri di valutazione? chi li valuta? cosa succede dopo? i dati personali come vengono protetti?).

L’idea, visti i precedenti, è geniale: è come dare a un non vedente un cane guida cieco.

La “Corrida” continua, ma almeno Corrado faceva ridere.

Il PD cosa fa? Ha fatto un cartellone di otto punti! Come a scuola!

Dimostra la totale incapacità di imporsi in virtù di un risultato elettorale. Hanno toni dimessi, sono tristi e grigi. Hanno vinto le elezioni.

Invece di aggredire, di proporsi incisivamente, di far valere le loro idee, FANNO UN CARTELLONE.

Un cartellone che si capisce poco! (dovete spiegarmi perché è a struttura circolare!)

L’unico modo per avere chiari questi otto punti è andare sul sito. Non basta. Hanno fatto una direzione dove esce fuori che, già che siamo in tema di rivalutazioni, alla fine l’inciucio non è una cosa così sbagliata. Renzi va via senza commentare (gran bella prova di unità e di compattezza), ed è tornato (dall’Africa?) anche Veltroni.

Per un italiano su tre, un cartellone circolare di otto punti, è più che sufficiente per guidare il paese.

Ci aspetta una settimana di Passione.

Chissà, forse il prossimo governo tecnico verrà affidato a Ratzinger (secondo Roberto Giacobbo l’ipotesi è plausibile).

Fate vobis.

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