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Emergenza rifiuti a Roma: ripartire con civiltà

Dall’emergenza rifiuti, una riflessione sulla città Eterna che d’estate, ancor più che in altri periodi dell’anno, ostenta tutte le difficoltà che da anni la attanagliano. Dai ratti di Torpignattara ai cinghiali di Monte Mario, una Roma che non tutti conoscono

rifiuti

Quanto sei bella Roma, quando è estate. Quando la gente sente caldo e si tuffa nelle tue storiche fontane come se fossero la piscina del centro sportivo di quartiere. Quando i ratti, i cinghiali e le blatte banchettano accanto alle montagne di rifiuti che si accumulano intorno ai cassonetti, creando piccole discariche a cielo aperto. Quando i turisti vengono derubati dagli ambulanti a due passi dal centro, proprio vicino agli agenti della polizia municipale. Quando uno studente americano che ha la malaugurata idea di farsi una passeggiata sulle rive del Tevere viene massacrato di botte e poi lasciato affogare nel biondo fiume. Quando i mezzi pubblici diventano indispensabili per qualsiasi spostamento, ma i tempi d’attesa diventano insopportabili a causa del caldo e gran parte delle fermate sono sprovviste di pensiline, come pure gran parte degli autobus dell’aria condizionata.

Una capitale tutt’altro che da cartolina, che specialmente d’estate mostra il suo lato più squallido, che si rende improvvisamente detestabile perché accentua quei difetti che già possiede ma che siamo disposti a perdonarle in cambio della sua bellezza, della sua atmosfera. Ma a volte non basta ammirare una chiesa barocca, quando ai suoi piedi ci sono ammucchiati sacchi di spazzatura maleodorante. E tutto ciò senza dimenticare che Roma non è fatta solo da Castel Sant’Angelo, Piazza del Popolo o qualsiasi altro luogo d’interesse storico-artistico: parliamo anche delle periferie come Torpignattara, nella quale l’animale domestico più diffuso è il ratto di fogna, o Monte Mario, dove i cinghiali pascolano liberamente in mezzo alla gente. Senza tralasciare il Tiburtino, dove i marciapiedi sono il luogo ideale per abbandonare vecchi divani, frigoriferi o qualsiasi altro oggetto ingombrante. Questa è la città eterna, purtroppo.

Virginia Raggi, nuovo sindaco di Roma, ha ricevuto un’eredità impegnativa da gestire e pare che se ne stia occupando in maniera rapida. Ratti a Tor Bella Monaca? Passa un giorno e lei è subito lì sul posto a verificare la situazione; invita la cittadinanza a collaborare, promette multe salate a chi sporca ed altrettante sanzioni ai dirigenti Ama che trascurano il loro dovere. Lancia inoltre, in pieno stile M5S, una campagna social su Twitter, invitando gli utenti a segnalare le zone più colpite dal degrado con l’hashtag #romapulita. Una bella sfida, non c’è che dire.

Certo è che i problemi della città non sono (solo) i rifiuti: l’inciviltà è quello che ha portato a questa incuria generale, la mancanza di amore, di attenzione, per un luogo che è in fondo di tutti, anche dei turisti di passaggio. Perché Roma è parte della storia dell’umanità, ha un valore incredibile e non ce ne rendiamo mai conto fino in fondo. Forse, quando nel migliore dei mondi possibili, la nostra capitale tornerà a splendere, potremo finalmente esclamare “Quanto sei bella Roma”.

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