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Elezioni politiche 2018, cos’hanno votato gli italiani in Belgio

A quasi due settimane dalle Elezioni politiche 2018, una rassegna sul voto degli italiani nella terra di Magritte e Rubens e il racconto dei media locali. Ma anche domande su Berlusconi. Approfondimenti per capire cosa è il MoVimento 5 Stelle. La Lega trattata come un partito di estrema destra e l’Italia come un paese spaccato in due dopo il voto

elezioni

Luigi Di Maio, leader del M5s. Il MoVimento ha guadagnato il 32% dei consensi alle ultime elezioni politiche

 

 

Prima qualche percentuale. Nel paese di Magritte e Rubens, il Partito Democratico ha ottenuto alla Camera il 33,21%, staccando il tridente Salvini-Meloni-Berlusconi (23,06%) e il Movimento Cinque Stelle (15,26%). +Europa ha raggiunto il 10,24%. Al Senato non cambiano di moltissimo le cose (PD 34,05%, Centro-destra 21,11%, Movimento Cinque Stelle 15,69% e +Europa 10,17%) e l’unica bizzarria di rilievo è l’8,24% di Civica Popolare Lorenzin che alla Camera aveva ottenuto lo 0,93%. Ma siamo davvero alla vana curiositas, a briciole più che numeri sia perché l’affluenza è stata del 21,34% sia perché l’impatto sul risultato finale dell’intera tornata elettorale è stato meno di zero.

 

Ma come i belgi hanno seguito e raccontato queste elezioni? Tutto sommato, in maniera piuttosto attenta, come dimostrano gli approfondimenti su giornali e televisioni prima del quattro marzo. Interviste ai leader politici, ad esempio quella Di Maio comparsa il 3 marzo sul quotidiano fiammingo De Standaard, articoli vari ed editoriali come quelli sulle prime pagine dei valloni Le Soir – titolo: l’Inquietante laboratorio italiano – e La Libre: Italia: le elezioni che minacciano l’avvenire dell’Europa, quest’ultimo accompagnato da una foto di Silvio Berlusconi (leader di Forza Italia).

 

Focus che sono proseguiti anche durante – con la cronaca delle lunghe code e l’irruzione della Femen nel seggio di Berlusconi – e dopo il voto. Alcuni esempi. Il 4 marzo, De Standaard apre con una foto-notizia che occupa la metà superiore della prima. Titolo: Italia tra paura e speranza. E il giornale fiammingo dedica anche nei giorni successivi analisi e interventi sulle Politiche, con pezzi sulle dimissioni di Renzi, su Lega e MoVimento 5 Stelle che all’unisono reclamano il diritto di formare il governo e il conseguente: Geen Italiaanse regering aan de horizon (Nessun governo italiano all’orizzonte). In Vallonia,  La Libre lunedì 5 titola in prima pagina: La Germania rassicura, l’Italia inquieta l’Europa e martedì 6: Il trionfo dei populisti getta l’Italia nell’ignoto.

 

I risultati sono stati poi interpretati come la vittoria dell’euroscetticismo e dei mouvements populistes e anti-système – nel caso dei Cinque Stelle – e di d’extrême droite (o di destra radicale, fate voi) nel caso della Lega. E più volte si ripropone la cartina della penisola spaccata tra il blu delle regioni settentrionali e il giallo del meridione. Non mancano infine cenni all’amicizia tra Matteo Salvini e Marie Le Pen e alla ‘caporetto’ del Partito Democratico.

 

A corollario della solita analisi – che ovvio non aggiunge nulla a quello che leggiamo e vediamo sui media italiani – alcuni articoli che provano a raccontare il MoVimento 5 Stelle. La nascita, il ruolo di Beppe Grillo e del suo blog, il vaffa-day, l’ascesa continua a partire dal 2009, come vanno le cose nelle grandi città che già governano. I Vijfsterrenbeweging o Mouvement 5 étoiles descritti come partito anti-establishment. Una ‘internetdemocrazia’ né di sinistra né di destra, che aspira ad avvicinare i cittadini alla politica, lanciando la Terza Repubblica proprio cercando di lasciarsi alle spalle gli scandali e la corruzione del passato. E ancora, gli attacchi contro l’Unione Europea e il paventato referendum per l’uscita dall’Euro che sono scomparsi dal loro programma per queste Politiche. Anche se – come nota la VRT, la radiotelevisione pubblica in lingua olandese – i leader europei mettono in guardia dal pericolo populista che il movimento rappresenta.

 

Infine, al di là dei media, ci sono anche le domande che molti italiani in Belgio si sono sentiti rivolgere durante l’intero periodo elettorale. E che nella stragrande maggioranza dei casi hanno avuto ‘lui’ come protagonista: “Come è possibile che votiate ancora per Berlusconi?”, “Ma quanti anni ha Berlusconi?”, “Ma ha vinto Berlusconi?”. Le rispose sono quasi sempre un sorriso e il commento “Sarebbe troppo lungo da spiegare…”.

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