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Non scegliamo il nostro nome, i nostri genitori, il nostro lavoro, la nostra ragazza

percheVedi grand’uomo, quando ero più piccolo –avrò avuto due, massimo tre anni- mi sono posto questa domanda: “Perché i miei genitori hanno scelto questi nonni per me?”. Sì, vero. Fa sorridere. Ma devi leggere quella domanda più in profondità. Mi spiego meglio: Perché i miei genitori, potendo scegliere tra un numero praticamente infinito di soluzioni, hanno optato proprio per quel nonno e proprio per quella nonna?

E, jongen, quella domanda finisce per tornare, sempre. Per un motivo, o per un altro. Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? Si chiedeva qualcuno. Perché alla fin fine i grandi quesiti si riducono a due o tre. Piccolo uomo nella grande pianura, quante cose hai potuto davvero scegliere nella vita? I miei genitori non potevano scegliere i miei nonni, e questo lo abbiamo capito. Ma poi? Noi non abbiamo potuto scegliere i nostri genitori, il nostro nome, la città in cui viviamo, la prima casa, l’ambiente che ci circonda. Sorridi ancora? Banale, ‘nevvero?domande-esistenziali-www.RicchezzaVera.com_

E allora ti chiedo: come hai fatto a trovare il tuo lavoro? Hai inviato una decina di email al giorno, per un paio di mesi. Quanto fa? Occhei, non proprio dieci al giorno e non proprio tutti i giorni. Allora facciamo che hai mandato un certo numero indefinibile di curriculum e lettere di motivazione in giro per il mondo. Poi hai sostenuto qualche colloquio. Sei stato selezionato per grazia divina o per le tue capacità o molto più probabilmente per tutte e due le cose messe insieme. Ed hai cominciato a lavorare. Ottimo. Sicuramente hai sparato nel mucchio. Hai colpito un paio di bersagli. Uno l’hai abbattuto: il tuo lavoro finale. Ma era quello l’impiego che volevi? O hai dovuto far arretrare di qualche passo le tue aspirazioni e sogni iniziali?

È come quell’amico che desiderava  andare all’estero per una esperienza con un programma dell’Unione. Aveva studiato un po’ il tedesco e voleva perfezionarlo a Berlino. Ha iniziato ad applicarsi. Ma ogni mattina la posta elettronica era un trionfo di risposte negative. Allora ha preso una cartina in mano ed ha cominciato a inviare il curriculum in altre città teutoniche. Nulla. Poi in paesi e infine in sperduti villaggi bavaresi. Il vuoto. Quindi ancora email verso altri paesi. Austria, Olanda, Belgio, Polonia, etc. etc. È finito da qualche parte in Lettonia.  Altro che Brandenburger Tor e Alexanderplatz.

scaleE ora pensa alla tua ragazza. L’hai vista, te ne sei innamorato, hai perso la testa per lei e l’hai corteggiata a lungo, fino a che non si è aperta a te? Difficile. Oppure nello stesso momento uscivi con due, tre, quattro ragazze e la prima che ci è cascata è quella che ancora sta con te? Quante storie sono nate così? Oppure, una volta, con un amico, ormai qualche anno fa, parlavamo di due conoscenti che si erano appena messi insieme. Questo amico se ne uscì con una frase che ancora mi fa riflettere: «sono due solitudini che si sono incontrate». E magari quella coppia parla del loro incontro come un sentiero tra roseti profumati tracciato dal destino.

Quando vedrai la tua donna stasera, pensaci.

  Fonti immagini:

http://erewhon.ticonuno.it/riv/speciali/domande/perche/perche.htm

http://alisonimiller.com/coaching-for-creatives/question-mark-2/

http://ilquotidianoinclasse.corriere.it/2013/02/ogni-scelta-richiama-altre-scelte-che-necessitano-di-altre-scelte%E2%80%A6/

 

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