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Ciao Bud! L’Italia piange un mito e un amico

Bud Spencer: non solo un mito, ma uno stile di vita, un modello da imitare e quell’amico che tutti vorrebbero accanto

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Un uomo che non sa né leggere né scrivere

rimarrà sempre un pinco pallino qualunque. 

(Banana Joe)

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer*, era un napoletano doc ma allo stesso tempo una star internazionale inconsapevolmente divenuta un’icona ammirata da grandi e piccini. Campione di nuoto, aveva iniziato a muovere i primi passi nel cinema come comparsa soprattutto in film a sfondo storico ed epico, che servivano per “tirare avanti”. Non avrebbe mai immaginato, infatti, che prima o poi qualcosa di sorprendente si sarebbe insinuato nella sua vita, ed infatti alla fine degli anni ’60 avviene l’incontro con un altro mito, Mario Girotti, in arte Terence Hill con il quale reciterà in “Dio perdona io no” e successivamente in tante altre pellicole che concretizzeranno un sodalizio che ancora oggi viene considerato tra i più ammirati e proficui della storia del cinema italiano e internazionale.

“Lo chiamavano Trinità”, “Continuavano a chiamarlo Trinità”, “Chi trova un amico trova un tesoro”, “Altrimenti ci arrabbiamo”, “I due superpiedi quasi piatti”, sono solo alcune delle tante pellicole girate insieme ad Hill, mentre le collaborazioni che Bud ha realizzato con altri grandi, sono: Giuliano Gemma (“Anche gli angeli mangiano fagioli”), Tomas Milian (“Cane e gatto”), Philip Micheal Thomas (“Detective extralarge”, serie televisiva). E poi anche da solo Bud Spencer faceva la differenza: “Bomber”, un pugile in pensione che deve allenare una sgangherata banda con a capo Jerry Calà, “Banana Joe”, un rude uomo di foresta che deve sgominare bande criminali e burocrazie e il film fantascientifico “Uno sceriffo extraterrestre poco extra e molto terrestre”, in cui deve proteggere un bambino venuto dallo spazio.

Carlo Pedersoli ha inoltre lavorato, dichiarando anche di esser stata la sua migliore interpretazione, per Ermanno Olmi in “Cantando dietro i paraventi” del 2003, mentre qualche decennio prima aveva persino rifiutato il grande Fellini perché avrebbe dovuto recitare nudo. Importante anche la serie di film polizieschi che hanno come protagonista “Piedone”, che ricevettero un discreto successo di pubblico.

Scazzottate, pugni, salti, calci e bacchettate, tutte rigorosamente simulate per far ridere grandi e piccini. È attraverso questo stile che Pedersoli ha contribuito a diffondere un cinema esilarante e coinvolgente che ha intrattenuto italiani e non davanti allo schermo.

Il 27 giugno scorso, a Roma, Bud Spencer ci ha lasciati (aveva 86 anni) e in eredità consegna non solo un patrimonio cinematografico fatto di “spaghetti western”, polizieschi e avventure ma anche un modo di fare cinema che ci manca e ci mancherà per via della semplicità e non della banalità come qualcuno potrebbe immaginare, perché sono stati quegli stessi film che hanno fatto crescere delle generazioni ad oggi commosse di fronte ad un omone che mai dimenticheremo.

*Il nome Bud Spencer nasce dall’amato attore americano Spencer Tracy e Bud per la birra Budweiser.

bud

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