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Attenzione quando condividete un messaggio

20.000 dita puntate contro di lui. L’accusa terribile di essere un pedofilo. La gogna mediatica che non conosce scampo e che travolge la tranquilla esistenza di Alfredo Mascheroni, ventiquattrenne barista di Collecchio, vicino Parma.

È la mattina del sei maggio scorso ed Alfredo, al suo risveglio, ha un’amara sorpresa: sul suo telefono ci sono centinaia di messaggi minatori. Peggio di un incubo. Sembra che dalla sera prima sia stato mandato in giro un messaggio che diceva “È un bastardo che manda foto nude a tutti e un pedofilo”, con il collegamento diretto al suo profilo. Senza domandarsi due volte se fosse o meno vero, senza soffermarsi un secondo a pensare se fosse vero oppure no e senza rifletterci su, in migliaia hanno condiviso il messaggio e lo hanno reso virale. Ed Alfredo Mascheroni è diventato il mostro.

Così la vita di un uomo normale, che fa il suo lavoro onestamente, che ha una famiglia, che vive rispettando le regole, viene distrutta da una bufala su internet. Fortunatamente, Alfredo si è rivolto alla Polizia Postale per indagare sull’origine di questa assurda faccenda, ma l’odio nei suoi confronti è difficile da estirpare. Difatti, nonostante stia circolando la smentita ed anche diversi organi di stampa stiano diffondendo la notizia che si tratta di una bufala, continuano a piovere insulti sulla sua bacheca di Facebook. Ci vorrà del tempo perché questa storia si dimentichi, purtroppo.

Ma perché ventimila utenti medi di Facebook hanno creduto ad un’accusa simile ed hanno pensato bene di condividerla? Il messaggio è sgrammaticato, senza riferimenti diretti ad Alfredo e somiglia terribilmente alle tante altre bufale che circolano su internet. Però parla di pedofilia, che è un argomento scottante, e tanto basta per farlo condividere.

Il problema delle notizie false è sempre lo stesso: diventano pericolose quando ci credono in molti. E con uno strumento come Facebook possono circolare praticamente ovunque. Quindi prima di condividere qualsiasi cosa, sarebbe bene pensarci con la dovuta cautela.

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