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11 settembre: dieci anni dopo

Sono passati dieci anni dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle. Era l’11 settembre del 2001 quando gli Stati Uniti, prima potenza mondiale a livello tecnologico e militare, per la prima volta nella storia vengono messi k.o. Simbolo della prevalsa di Al Quaeda sugli Usa è l’immagine delle Twin Towers penetrate da due aerei di linea dirottati e che in poco – anzi pochissimo – tempo crollano su se stesse portando via con sé migliaia di vittime. I colpevoli vennero individuati subito in terroristi guidati da Osama Bin Laden. Gli attentati, quel giorno, non si limitarono alla sola città di New York. Ci furono altri due dirottamenti. Un primo aereo colpì il Pentagono (Washington) e un secondo aereo cadde misteriosamente in una miniera abbandonata della Pennsylvania. Quattro aerei, quattro dirottamenti e diciannove terroristi musulmani radicali che hanno messo fuori gioco completamente una nazione potente e imbattibile come gli Stati Uniti. Questa la versione ufficiale dei fatti, testimoniata da un documento (Rapporto della Commissione d’Inchiesta) di circa seicento pagine. Ma riguardo  ciò che accadde davvero l’11 settembre sono sorti moltissimi dubbi. E forse non solo banali teorie di dietrologi, ma serie contraddizioni e coincidenze che fanno apparire gli eventi come l’opera di un mero e spietato complottismo ai danni dell’umanità intera (e non sarebbe la prima volta nella storia che la versione ufficiale dei fatti non collimi affatto con la realtà: si veda l’incendio al Reichstag (Berlino 1933), l’attacco a Pearl Harbor del 1941 ed altri ancora). Cerchiamo ora di ricostruire la tragedia avvenuta dieci anni fa. Nei mesi e nei giorni precedenti all’11 settembre gli Usa convivevano con sospetti di ipotetici futuri attentati terroristici (o si trattava di consapevolezze?) e proprio per questo motivo erano state indette periodicamente delle esercitazioni militari che simulavano l’intervento dei  Caccia (aerei militari) in caso di dirottamenti di aerei di linea. La mattina dell’11 settembre 2001 ben diciannove attentatori riescono a dirottare quattro aerei dell’American Airlines. Due ( Volo 11 e 175) saranno rivolti verso i due edifici del World Trade Center, uno (Volo 77) contro il Pentagono e un ultimo (Volo 93) cadrà in Pennsylvania in circostanze mai del tutto chiarite. Alle ore 8.30 del mattino il presidente George W. Bush si trova in una scuola della Florida per promuovere una campagna sull’istruzione. Sin dal primo attacco (quello subito dalla Torre Nord nella fattispecie) Bush viene avvisato dell’accaduto, ma con molta tranquillità continuerà a parlare agli alunni della Florida. Anche al momento dell’attacco diretto alla Torre Sud viene informato dell’avvenimento, ma anche in questo frangente non sembra essere scosso più di tanto. Eppure in una situazione del genere il capo del governo dovrebbe voler capire al meglio cosa stia succedendo nel suo Paese ed eventualmente mettersi in salvo. Solo qualche ora dopo farà sentire la sua voce a riguardo e più volte dichiarerà di aver visto in diretta lo schianto del primo aereo, nonostante i primi video siano stati mandati in onda solo la sera dell’11 settembre. Avrà forse visto qualcosa che gli altri non hanno visto? In entrambi i casi gli aerei dirottati e non più visibili ai radar non hanno fatto scattare le normali procedure di intervento (parliamo sempre della nazione tecnologicamente più avanzata al mondo) perché? Come sono potute crollare, dopo una cinquantina e un centinaio di minuto di incendi, nel giro di soli dieci secondi  entrambe le Torri composte da tonnellate di cemento e materiali resistentissimi? In precedenza diversi grattacieli hanno subito incendi protrattisi per ore eppure la struttura non era mai crollata. Esplosivi hanno aiutato il lavoro di demolizione? A tal riguardo è stata fatta una ricerca dal fisico Stevens Jones che, dopo aver esaminato dei residui delle Torri gemelle crollate, ha trovato tracce di alcuni frammenti rossi costituiti nella parte interiore da alluminio e ossido di ferro, due composti che stanno alla base della termite. Erano stati previsti lavori di ristrutturazione per entrambi gli edifici, c’entrerà qualcosa anche questo? Il Volo 77, quello che ha colpito il Pentagono, ha fatto sorgere dubbi per tre motivi principali. 1) è stata colpita una parte dell’edificio che non aveva tanto senso colpire (se si fosse puntato il tetto i danni e i morti sarebbero stati di certo maggiori); 2) non è rimasta alcuna traccia dell’aereo. 3) nessuna telecamera è riuscita a registrare il passaggio dell’aereo stesso (stiamo parlando del quartiere generale del Dipartimento della Difesa, possibile che non avesse un ottimo sistema di telecamere?). Anche nel caso del Pentagono è stato successivamente scoperto che per l’area colpita erano stati effettuati non solo lavori di difesa antiterroristica, ma che ancora dovevano essere terminati del tutto i lavori di ristrutturazione. Il Volo 93, l’ultimo dirottato, si dice che sia improvvisamente caduto per la sopraffazione dei passeggeri sugli attentatori e che si siano immolati loro stessi per evitare altri morti e tragedie. Il documento ufficiale vuole che l’opera di abbattimento dell’aereo sia stato voluto da uno degli attentatori. Comunque dell’aereo, anche in questo caso, non è rimasta alcuna traccia (nemmeno di carburante: eppure il serbatoio doveva contenerne ancora moltissimi litri) e, come nei casi precedenti, sono stati rinvenuti oggetti di stoffa, plastica e carta quali ad esempio una bandana, una patente, un passaporto e documenti appartenenti ad una assistente di volo, tutti praticamente intatti. Com’è dunque possibile che si disintegri un intero aereo (soprattutto i motori fatti di leghe indistruttibili) e rimangano oggetti costituiti da materiale che si sarebbe dovuto immediatamente incenerirsi? I dubbi sono tanti e cercheremo di riassumerli nell’epilogo di questa terribile vicenda. Osama Bin Laden verrà immediatamente reso capro espiatorio degli attacchi. Nell’immediato smentirà la sua responsabilità, che verrà invece resa nota soltanto tre anni dopo mediante un video. Questo sarà solo l’inizio di filmati che verranno trasmessi e che vedranno Osama Bin Laden protagonista di discorsi non sempre molto chiari (si hanno forti dubbi riguardo la cronologia e riguardo la traduzione stessa delle parole arabe). Sembra, quindi, incarnare il nemico perfetto, così perfetto da sembrare totalmente costruito. Dei diciannove attentatori, molti erano stati per lungo tempo tenuti sotto osservazione dall’FBI. Come è possibile che non siano riusciti ad intuire nulla? Scomparsi quattro aerei dal radar perché non sono state messe in atto le normali procedure? Perché gli unici Caccia sono stati inviati lontani da dove era necessaria la loro presenza? Si è trattato, dunque, solo di aerei dirottati, di questi ultimi ed esplosivi o addirittura di missili? Gli Usa volevano riprendere in mano la situazione espansionistica nel mondo (così testimonia un documento del 2000 firmato da diciassette persone, tutte rientrate successivamente nell’amministrazione Bush; Cosa si nasconde davvero dietro tutti queste discrepanze rispetto la versione ufficiale che tutti conosciamo? Viene da pensare che se qualcuna di queste ipotesi fosse vera dobbiamo iniziare seriamente a pensare di essere vittime di una continua manipolazione nonché di essere pedine di un gioco di interessi economici ed espansionistici non indifferenti.

Tantissimi dubbi e una sola certezza di quel maledetto 11 settembre 2001: la morte ingiusta di migliaia di persone.


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