<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss
version="2.0"
xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
> <channel><title>Pauranka &#187; 2010</title> <atom:link href="http://pauranka.it/2010/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://pauranka.it</link> <description>webzine</description> <lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2013 13:26:15 +0000</lastBuildDate> <language>it-IT</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator> <item><title>Cineminestrone di avanzi</title><link>http://pauranka.it/cultura/cinema/cineminestrone-di-avanzi</link> <comments>http://pauranka.it/cultura/cinema/cineminestrone-di-avanzi#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Dec 2010 08:48:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Robertiello</dc:creator> <category><![CDATA[Cinema]]></category> <category><![CDATA[aldo]]></category> <category><![CDATA[boldi]]></category> <category><![CDATA[botteghino]]></category> <category><![CDATA[croncache]]></category> <category><![CDATA[de sica]]></category> <category><![CDATA[festa]]></category> <category><![CDATA[ghini]]></category> <category><![CDATA[giacomo]]></category> <category><![CDATA[la banda dei babbi natale]]></category> <category><![CDATA[narnia]]></category> <category><![CDATA[natale]]></category> <category><![CDATA[natale in sudafrica]]></category> <category><![CDATA[vacanze]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=340</guid> <description><![CDATA[A Dicembre si riaccende la classica competizione natalizia, le famiglie ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;">A Dicembre si riaccende la classica competizione natalizia, le famiglie si riversano nei multisala mentre le compagnie cinematografiche sono pronte a sfidarsi al box office con le nuove pellicole in uscita nelle prossime settimane.</p><p
style="text-align: justify;"><a
href="http://www.paurankaradio.it/2010/wp-content/uploads/2010/12/1088775410-boldi_desica.jpg"><img
class="alignleft size-medium wp-image-341" title="1088775410-boldi_desica" src="http://www.paurankaradio.it/2010/wp-content/uploads/2010/12/1088775410-boldi_desica-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Le festività sono un ottimo trampolino di lancio, ciononostante, a causa dell&#8217;agguerrita concorrenza, prodotti davvero meritevoli rischiano di essere bissati da pellicole preconfezionate che maggiormente si adattano alle esigenze del pubblico nostrano. Lo dimostra il successo degli ormai tradizionali cinepanettoni, capace di contrastare persino le produzioni ad alto budget hollywoodiane. Lo scenario si presenta molto simile a quello degli anni passati. Difficile prevedere quale produzione prevarrà sulle altre, d&#8217;altro canto gli spettatori italiani avranno a loro disposizione una variegata programmazione tra cui scegliere.</p><p
style="text-align: justify;">Il 17 Dicembre ha fatto il suo esordio “Natale in Sudafrica”. Le avventure demenziali di Christian De Sica e Neri Parenti seguiteranno quelle di Massimo Boldi a Saint Moritz, il suo “A Natale mi sposo” infatti era già uscito lo scorso mese. All&#8217;annuale appuntamento non poteva mancare il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo che lo stesso giorno sarà nelle sale con “La banda dei Babbi Natale”, regia di Paolo Costella. Si ride anche con il film d&#8217;animazione della DreamWorks, “Megamind”, dove vengono ribaltati i ruoli del supereroe e del suo antagonista.</p><p
style="text-align: justify;">Sempre ai giovani è indirizzato il terzo adattamento della saga fantasy di C.S.Lewis, “Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero”. Per chi invece è in cerca di una trama condita da scene d&#8217;azione,  non potrà sfuggire “The Tourist”. Nel film, un turista americano viene coinvolto da un&#8217;affascinante spia in un vortice di intrighi internazionali. Angelina Jolie e Johnny Depp saranno i protagonisti di questa pellicola ambientata in Italia, remake dell&#8217;originale opera francese.</p><p
style="text-align: justify;">Cambiando completamente registro, menzioniamo “RCL &#8211; Ridotte capacità lavorative”. Il lungometraggio di Paolo Rossi prende in analisi la situazione degli abitanti di Pomigliano d&#8217;Arco, ritraendo le condizioni degli operai della Fiat. Questo interessante esperimento tra cinema e documentario ha debuttato sul grande schermo il 10 di Dicembre. Non solo intrattenimento dunque, a Natale ogni cinefilo sarà accontentato.</p><p
style="text-align: right;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/cultura/cinema/cineminestrone-di-avanzi/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La filosofia di Winston: due più due fa quattro?</title><link>http://pauranka.it/cultura/psiche-e-dintorni/la-filosofia-di-winston-due-piu-due-fa-quattro</link> <comments>http://pauranka.it/cultura/psiche-e-dintorni/la-filosofia-di-winston-due-piu-due-fa-quattro#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Dec 2010 08:38:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Martina Orlandi</dc:creator> <category><![CDATA[Psiche e dintorni]]></category> <category><![CDATA[convenzione linguistica]]></category> <category><![CDATA[O'Brien]]></category> <category><![CDATA[orwell]]></category> <category><![CDATA[winston]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=335</guid> <description><![CDATA[«Chi controlla il passato controlla il presente», disse O&#8217;Brien. «Tu ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;"><em>«Chi controlla il passato controlla il presente», disse O&#8217;Brien.</em></p><p
style="text-align: justify;"><em>«Tu pensi, Winston, che il passato abbia un&#8217;esistenza concreta?»</em></p><p
style="text-align: justify;"><em>Winston si sentì nuovamente sopraffare da una sensazione d&#8217;impotenza. Non solo non sapeva se la risposta che gli avrebbe evitato il dolore fosse sì o no, ma non sapeva neanche quale fosse veramente per lui, la risposta giusta.</em></p><p
style="text-align: justify;"><em>O&#8217;Brien sorrise debolmente. «Non sei un metafisico, caro Winston» disse. Fino a questo momento non hai mai riflettuto su che cosa si intenda per esistenza. Mi esprimerò quindi in termini più precisi. Il passato, esiste concretamente entro lo spazio? Esiste da qualche parte, in qualche luogo, un mondo di oggetti solidi nel quale il passato stia ancora accadendo?</em></p><p
style="text-align: justify;"><em> </em></p><p
style="text-align: justify;">            1984 è uno dei libri più famosi di tutta la letteratura distopica. Ne sono stati tratti film, seminari, articoli e tuttora ci sembra che non sia stato ancora detto tutto di questo libro. Per quanto si tenti di spiegare la sua trama non si riesce mai a descrivere in modo perfettamente calzante il mondo che Orwell ci racconta. Si potrebbe dire che è un mondo in cui vige una dittatura che prevede il controllo mentale degli individui, un mondo in cui persino le espressioni linguistiche vengono riformulate in una nuova lingua, la Neolingua, in cui vengono eliminate le parole sovversive &#8211; come ribellione -, e i significati delle restanti  vengono relegati a quelli più elementari, per evitare qualunque sviluppo di pensiero critico individuale, potenzialmente pericoloso. Si potrebbe descrivere il mondo di 1984 come una prigione per la creatività, per il pensiero libero, un mondo in cui il solo prezzo per la felicità è la sottomissione. Si potrebbe dire tanto del mondo in cui vive Winston, ribelle silenzioso, refrattario ai dettami questo regime, eppure avremmo sempre l&#8217;impressione che manchi qualcosa nella nostra descrizione, perchè il mondo di Orwell è pieno di sfaccettature, di spunti su cui riflettere, non ultimi filosofici.</p><p
style="text-align: justify;">            In effetti lascia perplessi che quando Winston viene arrestato per psicoreato e imprigionato, proprio in una situazione così drammatica, il dialogo tra lui ed il suo carceriere O&#8217;Brien assuma dei tratti squisitamente filosofici. Ma la domanda che O&#8217;Brien gli pone è proprio di questo tipo: il passato esiste?</p><p
style="text-align: justify;">La risposta meriterebbe una riflessione a sé, ma quello che possiamo dire in generale è che essa si può inserire in quel dibattito filosofico, acceso ancora oggi, che separa i filosofi realisti dagli idealisti.</p><p
style="text-align: justify;">  <a
href="http://www.paurankaradio.it/2010/wp-content/uploads/2010/12/Winston.jpg"><img
class="alignleft size-medium wp-image-336" title="Winston" src="http://www.paurankaradio.it/2010/wp-content/uploads/2010/12/Winston-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a>          Il filosofo realista difende una metafisica vicina al senso comune, fondata sulla persuasione che la realtà esista indipendentemente dai nostri schemi concettuali, dalle convenzioni linguistiche e dalle nostre credenze.</p><p
style="text-align: justify;">La visione del filosofo idealista per contro abbraccia una metafisica scarna, asciutta, ed è convinto che tutto ciò che riguarda la realtà esterna sia in ultima analisi contenuto nella nostra mente.</p><p
style="text-align: justify;">O&#8217;Brien la pensa proprio in questo modo.</p><p
style="text-align: justify;"><em>«Tu pensi, Winston, che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un&#8217;esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu. Ma io ti dico invece che la realtà non è qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente, in nessun altro luogo.»</em></p><p
style="text-align: justify;">Per O&#8217;Brien la verità è solo quello che il regime, il cosiddetto Partito, ritiene vero.</p><p
style="text-align: justify;">«Ricordi» riprese a dire «di aver scritto nel tuo diario che la libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro? Ebbene, Winston, quante sono le dita che tengo alzate ora?»</p><p
style="text-align: justify;">«Quattro.» rispose Winston.</p><p
style="text-align: justify;">«E se il Partito dice che le dita non sono quattro ma cinque, quante sono?»</p><p
style="text-align: justify;">«Quattro.»</p><p
style="text-align: justify;">La parola terminò in un rantolo di dolore. L&#8217;ago del quadrante era balzato a cinquantacinque. Il corpo di Winston grondava sudore, l&#8217;aria gli entrava a forza nei polmoni e ne fuoriusciva sottoforma di lunghi gemiti che non riusciva a trattenere neanche stringendo i denti. O&#8217;Brien lo guardava con le dita ancora tese.</p><p
style="text-align: justify;">«Quante dita sono?»</p><p
style="text-align: justify;">«Quattro.»</p><p
style="text-align: justify;">L&#8217;ago salì a sessanta.</p><p
style="text-align: justify;">     In questo dialogo non possiamo non provare simpatia per il povero Winston. O&#8217;Brien cerca di costringerlo a fornirgli una risposta che Winston, nonostante il dolore, si rifiuta in ogni modo non solo di dare, ma di pensare.</p><p
style="text-align: justify;">Ma O&#8217;Brien cosa sta cercando veramente di fare? Sta cercando di persuadere emotivamente Winston che due più due faccia quattro o sta cercando di convincerlo razionalmente?</p><p
style="text-align: justify;">            L&#8217;esempio numerico di Orwell è particolarmente insidioso ed è per questo che occorre prima di tutto tracciare una distinzione. Occorre distinguere riguardo al concetto di &#8216;due più due fa quattro&#8217; tra il suo aspetto linguistico e quello che invece inerisce alla sua struttura.</p><p
style="text-align: justify;">            C&#8217;è una confusione, un fraintendimento di fondo all&#8217;interno del dialogo tra Winston e O&#8217;Brien. Il primo, quando parla, lo fa riferendosi alla struttura dell&#8217;espressione &#8216;due più due fa quattro&#8217;, mentre il secondo al suo aspetto linguistico. Quando Winston si rifiuta di dire che due più due fa cinque intende sostenere che è impossibile dal punto di vista pratico convincersi di questo, e cioè che le conseguenze, le ricadute pratiche del concetto cozzano profondamente con esso al punto di non poter affermare che due più due fa cinque. O&#8217;Brien invece si pone in modo ambiguo senza che si capisca se voglia convincere Winston del fatto che l&#8217;espressione due più due fa quattro è una mera convenzione linguistica e che, se decidessimo di chiamare il quattro col nome di cinque, non cambierebbe nulla nella realtà. Ma è davvero questo l&#8217;intento di O&#8217;Brien? Far notare questa sottigliezza linguistica a Winston che reagisce invece rigidamente?</p><p
style="text-align: justify;">«Quante dita sono Winston?»</p><p
style="text-align: justify;">«Quattro! Basta! Basta! Ma perchè non ti fermi? Sono quattro! Quattro!»</p><p
style="text-align: justify;">«Quante dita sono Winston?»</p><p
style="text-align: justify;">«Cinque! Cinque!»</p><p
style="text-align: justify;">«No, Winston, è inutile. Stai mentendo, tu credi ancora che siano quattro. Per piacere quante dita sono?»</p><p
style="text-align: justify;">«Quattro! Cinque! Tutto quello che vuoi! Ma basta con questa sofferenza!»</p><p
style="text-align: justify;">«Sei lento nell&#8217;apprendere, Winston» disse O&#8217;Brien con dolcezza. «Che cosa preferisci, persuadermi che ne vedi cinque o vederne veramente cinque?»</p><p
style="text-align: justify;">«Vederne veramente cinque.»</p><p
style="text-align: justify;">            O&#8217;Brien è quindi chiaro cosa stia facendo, sta facendo molto di più che semplicemente persuadere Winston dal punto di vista linguistico. Il suo obiettivo non è solo quello di far ammettere a Winston che due più due faccia cinque, ma di cambiare il suo modo di pensare. Se infatti O&#8217;Brien cercasse solo di far notare a Winston che due più due fa quattro è solo una convenzione linguistica, allora il Partito lascerebbe uno spiraglio di libertà all&#8217;individuo, che potrebbe continuare ad essere convinto che due più due fa quattro, ma per convenienza direbbe che invece fa cinque. Come quindi abbiamo detto l&#8217;obiettivo di O&#8217;Brien è più estremo, egli sta cercando di convincere Winston che anche dal punto di vista pratico due più due fa cinque. Sta cercando di minare alla radice il suo buon senso di realista, anche se con scarsi risultati.</p><p
style="text-align: justify;">«Quante dita sono?»</p><p
style="text-align: justify;">«Ma come posso fare a meno&#8230;» piagnucolò Winston «come posso fare a meno di vedere quello che ho davanti agli occhi? Due più due fa quattro.»</p><p
style="text-align: justify;">«A volte, Winston. A volte fa cinque, a volte fa tre. A volte fa cinque, quattro e tre contemporaneamente. Devi sforzarti di più. Non è facile diventare sani di mente.»</p><p
style="text-align: justify;">            La prospettiva di Winston è smaccatamente realista, e se ne capisce bene il motivo. In un mondo come quello di cui Orwell ci rende partecipi, in cui la menzogna diventa realtà, in cui i documenti vengono continuamente alterati e modificati a posteriori per evitare le incongruenze e suffragare la presunta infallibilità del Partito, Winston cerca disperatamente di aggrapparsi ad una qualche certezza che assomigli alla verità. In un mondo in cui regna incontrastato in bipensiero Winston si aggrappa al senso comune.</p><p
style="text-align: justify;">            Nonostante questo nobile tentativo per il quale non possiamo non provare un certo apprezzamento, Winston però non riesce ad argomentare la sua posizione, ne è solo profondamente persuaso emotivamente, ma non possiede una dimostrazione che dimostri la falsità della posizione di O&#8217;Brien.</p><p
style="text-align: justify;">«Te l&#8217;avevo detto, Winston, che la metafisica non è il tuo forte.» disse O&#8217;Brien.</p><p
style="text-align: justify;">Winston si rannicchiò sul tavolaccio. Qualunque cosa dicesse, una rapida risposta lo colpiva come una randellata. Eppure sapeva, <em>sapeva</em> di avere ragione. Ci doveva essere certamente un modo per dimostrare che l&#8217;opinione secondo cui esternamente alla nostra mente non esiste nulla era falsa. Un tempo non ne era stata dimostrata la fallacia? Esisteva anche una definizione, ma l&#8217;aveva dimenticata.</p><p
style="text-align: justify;">            Winston non possiede quindi una dimostrazione. Ma noi potremmo aiutarlo a scardinare le congetture del suo carceriere. Il discorso di O&#8217;Brien infatti sembra presentare delle contraddizioni.</p><p
style="text-align: justify;">            Assistendo al dialogo ci sorge spontaneo chiederci se O&#8217;Brien sia davvero convinto di quello che dice o se invece agisca per convenienza. Winston non riesce a dare una risposta a questo interrogativo, ma noi sì.</p><p
style="text-align: justify;">«Il controllo che abbiamo sulla materia è assoluto.» disse O&#8217;brien.</p><p
style="text-align: justify;">«Ma com&#8217;è possibile che controlliate la realtà esterna? Esternamente a noi c&#8217;è l&#8217;intero universo! Pensa alle stelle, alcune di loro distano anni luce dalla Terra. Non le raggiungeremo mai.»</p><p
style="text-align: justify;">«Che cosa sono le stelle? Corpuscoli di fuoco a qualche chilometro da noi. Se volessimo le potermmo raggiungere o cancellare. Nulla ci è impossibile.»</p><p
style="text-align: justify;">O&#8217;Brien non può essere convinto del suo discorso. Questo non perchè la realtà lo contraddica, o almeno non solo per quello, bensì perchè  se veramente ciò che sostiene O&#8217;Brien è vero, se davvero non esiste una realtà esterna, ma questa risiede solo nella nostra mente allora il suo tentativo di cancellare le stelle non ha motivo, come non ha motivo neanche la tortura di Winston. Perchè preoccuparsene se cio che ci è esterno è illusorio? Se davvero non esiste una realtà esterna allora che senso ha cancellare le stelle se non esistono?</p><p
style="text-align: justify;">Le argomentazioni di O&#8217;Brien risultano quindi insostenibili, oltre che assolutamente irragionevoli, e sostengono un antirealismo estremo che è impossibile giustificare razionalmente. Esse sono spiegazioni sempre ad hoc, che si modificano a posteriori laddove è necessario. Le repliche di Winston sono deboli, egli non è totalmente in grado di controbbattere, ma riesce, anche se solo inizalmente, a non cedere alla manipolazione di O&#8217;Brien. Probabilmente se avesse avuto il nostro aiuto, però,forse avrebbe resistito un po&#8217; più a lungo.</p><p
style="text-align: right;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/cultura/psiche-e-dintorni/la-filosofia-di-winston-due-piu-due-fa-quattro/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A journey into sound</title><link>http://pauranka.it/cultura/musica/a-journey-into-sound</link> <comments>http://pauranka.it/cultura/musica/a-journey-into-sound#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Dec 2010 15:41:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Silvia falcone</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[band]]></category> <category><![CDATA[funk]]></category> <category><![CDATA[gruppo]]></category> <category><![CDATA[hardcore]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[metal]]></category> <category><![CDATA[punk]]></category> <category><![CDATA[rock]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=329</guid> <description><![CDATA[Sarà un viaggio nella musica (“A journey into sound” come ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;">Sarà un viaggio nella musica (“A journey into sound” come campionò Eric B. in “Paid in Full”) la prossima rubrica che Pauranka vi proporrà.</p><p
style="text-align: justify;">A breve infatti il nostro web magazine si arricchirà con una nuova sezione dedicata all’universo musica.</p><p
style="text-align: justify;">Un compito non certo facile ma che noi di Pauranka proveremo ad affrontare con lo stile che ci appartiene: toni pacati, serietà e soprattutto dando una visione a 360 gradi provando a cogliere tutte le sfaccettature che il complesso mondo della musica offre.</p><p
style="text-align: justify;">Sarà dato spazio a ciò che accade nel panorama del suono più “commerciale”: quello che ci arriva dalla radio, dalla televisione, dai dancefloor.</p><p
style="text-align: justify;">Un&#8217;importante quantità di parole saranno spese per dare voce a generi ancora poco conosciuti ma che si stanno ritagliando un buon numero di fan. Sonorità ancora sconosciute al grande pubblico come il Trip Hop con i suoi ritmi profondi e cupi o il Downtempo, un tipo di elettronica molto strumentale e melodica. Passando anche per l’Hip Hop che negli ultimi anni sta uscendo dall’ambiente underground per proporsi, trasformato, a radio e televisioni e per l’Indie anch’esso di recente molto in voga anche a livello di moda nel vestire. Senza dimenticare un genere classico come il Jazz che ultimamente non disdegna contaminazioni che danno vita ad altri stili più attuali come il New Jazz (sonorità jazzate con basi e scratch elettronici) e il Jazz Rap (melodie strumenti e campionamenti Jazz ma con voci Hip Hop).</p><p
style="text-align: justify;">Un panorama insomma estremamente variegato e in continua mutazione.</p><p
style="text-align: justify;">Un altro compito che la rubrica musicale di Pauranka avrà sarà quello di provare a dare spazio e voce alla musica della Marsica: ai talenti emergenti e alle realtà già affermate; dalla musica popolare alla musica da copertina.</p><p
style="text-align: right;"><em>Luca Marinucci<br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/cultura/musica/a-journey-into-sound/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Italia affamata di tragedie</title><link>http://pauranka.it/attualita/italia-affamata-di-tragedie</link> <comments>http://pauranka.it/attualita/italia-affamata-di-tragedie#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Dec 2010 13:45:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Robertiello</dc:creator> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA[avetrana]]></category> <category><![CDATA[brembate]]></category> <category><![CDATA[chi l’ha visto]]></category> <category><![CDATA[minorenne]]></category> <category><![CDATA[misseri]]></category> <category><![CDATA[molestie]]></category> <category><![CDATA[omicidio]]></category> <category><![CDATA[porta a porta]]></category> <category><![CDATA[rapimento]]></category> <category><![CDATA[sabrina misseri]]></category> <category><![CDATA[sarah]]></category> <category><![CDATA[scazzi]]></category> <category><![CDATA[tragedie]]></category> <category><![CDATA[vespa]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=317</guid> <description><![CDATA[Yara Gambirasio e Sarah Scazzi. Sarah e Yara. Martellati dalle ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;">Yara Gambirasio e Sarah Scazzi. Sarah e Yara. Martellati dalle notizie che riguardano queste due povere ragazzine, ormai conosciamo ogni dettaglio delle loro vite.</p><p
style="text-align: justify;">Dal 26 Agosto 2010, giorno della scomparsa di Sarah Scazzi, non si è parlato d’altro in tv. Festa grande a casa Vespa e dintorni. Sembra che non si aspettasse nient’altro che una bruttissima notizia come questa. Bisogna assolutamente ricamarci sopra, cercare di incuriosire i telespettatori che sicuramente si appassioneranno alla vicenda.</p><p
style="text-align: justify;"><a
href="http://www.paurankaradio.it/2010/wp-content/uploads/2010/12/PortaaportaBrunoVespa500_r.jpg"><img
class="alignleft size-medium wp-image-318" title="PortaaportaBrunoVespa500_r" src="http://www.paurankaradio.it/2010/wp-content/uploads/2010/12/PortaaportaBrunoVespa500_r-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a>Morta Sara, la prima cosa da fare è investigare intorno alla sua vita: il fidanzato, il cellulare trovato bruciato e ben sei diari. Tutti parlano di Sarah, tutti la conoscono ed improvvisamente ha un sacco di amici che la descrivono come una ragazza tranquilla, normale (a parte i quattro profili su facebook). I media ci mangiano. Puntate e puntate su tutti questi particolari. Tutti i programmi di approfondimento pronti a trovare un dettaglio minuscolo ed in men che non si dica annunciano che la trasmissione che stanno per vedere rivelerà una grande novità, che darà una svolta al caso. Molto probabilmente, invece, si assisterà alla messa in onda della manfrina vista un giorno prima, ma su canale diverso.</p><p
style="text-align: justify;">Il caso della cintura che avrebbe strangolato la quindicenne, ve lo ricordate? Allora, c’era chi sosteneva fosse da uomo, chi diceva fosse da donna, poi è diventata unisex. E su questa “novità”, quante puntate, interviste, approfondimenti?</p><p
style="text-align: justify;">Quando finiscono gli elementi legati alla scena del crimine, alle macchie di sangue, ai segni lasciati sui muri, si gioca sul rapporto con la famiglia. Dunque, Sarah parlava poco a casa, perciò scriveva molto. Quindi, amici ascoltatori, parlate con i vostri figli, perché a quest’età è tutto difficile.</p><p
style="text-align: justify;">Il segreto è incuriosire e preoccupare. Infatti il fatto che possa essere stato un  familiare è abbastanza inquietante ed una madre comincerebbe a scrutare il proprio fratello, marito, figlio per cercare ci capire se dietro uno di loro si nasconde un sanguinario killer che potrebbe fare lo stesso alla sua bambina. In televisione gli “esperti” si sprecano. Invitano a vigilare sulla famiglia, a proteggere i bambini ed allora, il terrore incombe. Domande assillanti rimbombano nella mente: “se lo lascio a scuola, lo ritrovo? Forse è meglio non iscriverlo in palestra, non si sa mai quali persone potrebbe incontrare”.</p><p
style="text-align: justify;">Scoperta la qualsiasi cosa su Sarah ci serve un nuovo caso choc. Come la manna dal cielo, arriva una nuova scomparsa: Yara Gambirasio. Allora, dove viveva, la palestra, la madre, gli amici, il cellulare. Improvvisamente le dirette vengono spostate da Avetrana a Brembate di Sopra ed i giornalisti si precipitano a cogliere le impressioni a caldo della vicenda.<br
/> La storia continua, ma perché? Scompare gente ogni giorno, ma nessuno si accanisce così come quando parliamo di minorenni, che di solito sono problematici, non parlano, si drogano, vanno a ballare o che certe volte sono proprio il contrario, dolci e brave a scuola. Chi guarda il Tg si appassiona perché crede che potrebbe succedere la stessa cosa nella sua famiglia e visto che c’è un caso al mese, è bene preservarsi. Si segue la vicenda schierandosi dalla parte della vittima, che è giovane, indifesa e soprattutto è morta senza aver commesso reato. Non stiamo parlando di un boss, di un incidente d’auto, di una lotta tra bande, ma di ragazzine. I media lo sanno. Chi non avrebbe paura?</p><p
style="text-align: justify;">In ogni caso meglio tenere i cervelli degli italiani occupati dalle vicende di Sarah e Yara piuttosto che di problemi della politica internazionale o nazionale. L’Italia sta vivendo un periodo di crisi. Ma chi ne conosce i motivi? Meglio uno speciale sulle bambine scomparse, che fanno sicuramente più share della politica. Meglio non farli pensare troppo alle elezioni, alla instabilità politica ed economica stiamo vivendo. La tragedia paga, la paura pure.</p><p
style="text-align: right;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/attualita/italia-affamata-di-tragedie/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Guerra Civile Tiepida</title><link>http://pauranka.it/attualita/la-guerra-civile-tiepida</link> <comments>http://pauranka.it/attualita/la-guerra-civile-tiepida#comments</comments> <pubDate>Sun, 12 Dec 2010 12:44:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Robertiello</dc:creator> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[blocco studentesco]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[governo]]></category> <category><![CDATA[mariastella gelmini]]></category> <category><![CDATA[protesta]]></category> <category><![CDATA[ricercatori]]></category> <category><![CDATA[Roma]]></category> <category><![CDATA[sfiducia]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=309</guid> <description><![CDATA[Il mese di dicembre è iniziato all&#8217;insegna delle manifestazioni di ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;">Il mese di dicembre è iniziato all&#8217;insegna delle manifestazioni di protesta contro la riforma Gelmini, una situazione che nel suo insieme non si discosta molto da quello già visto tra il 1968 e &#8217;77. Gli studenti restano gli attori principali di questa protesta, ma, al loro fianco non troviamo più gli operai, bensì ricercatori e professori dell&#8217;università.</p><p
style="text-align: justify;">La capitale è stata la più attiva delle città italiane, con l&#8217;università La Sapienza su tutte e con i ragazzi di Roma Tre che hanno inviato un vero e proprio appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma non è solo il governo a farne le spese: sempre a Roma ci sono stati veri e propri blitz  davanti alle sedi di  Fli e Pd da parte di un gruppo di studenti universitari che hanno esposto striscioni e attaccato adesivi con lo slogan: «Di voi non ci fidiamo» sulle targhe del partito.</p><p
style="text-align: justify;">Il viaggio nell&#8217;Urbe termina con i tre cortei in motorino, organizzati dal Blocco Studentesco, partiti dall&#8217;Eur, da Ponte Milvio e da Montesacro, con tappe al Ministero dell&#8217;Economia, alla Provincia, al Senato ed infine il Ministero dell&#8217;Istruzione. Al Nord il malumore non è così differente da quello presentato nella città laziale: a Milano, durante i cortei, qualche ragazzo ha imbrattato i muri di alcuni palazzi, qualche altro ha lanciato fumogeni e affisso volantini sulle vetrine delle banche. Nella notte tra il 6 e il 7 dicembre la protesta degli studenti non ha risparmiato neanche la città del Ministro dell&#8217;Istruzione: alcuni giovani hanno appeso uno striscione alla cancellata dell&#8217;edificio in cui vive Maria Stella Gelmini e scaricato un grosso secchio di letame davanti al cancello. Spostando l&#8217;interesse su altre città del Belpaese, a Napoli si registrano notevoli problemi per due manifestazioni, una delle quali ha bloccato l&#8217;accesso dal Vomero alla tangenziale, ad Ancona  gli studenti dell&#8217;Udu hanno occupato brevemente l&#8217;assessorato alla cultura, a Bologna circa 200 persone hanno fatto irruzione nella sede della provincia, con conseguente lancio di uova.</p><p
style="text-align: justify;">Tutti questi eventi (e non sono davvero tutti) sono da considerarsi solo il preludio di quello che accadrà il 14 dicembre, quando verrà votata la sfiducia. Proteste che sono lo specchio di un&#8217;Italia stanca, un Paese che non ha più voglia di farsi prendere in giro da chi vuole il male degli Istituti Pubblici e il bene di quelli privati, da chi  parla di questa Riforma come la vittoria della meritocrazia. Semmai, della “redditocrazia”: come si può parlare di meritocrazia, se chi ha il portafogli pieno parte più avanti ?</p><p
style="text-align: right;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/attualita/la-guerra-civile-tiepida/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>You will meet a tall dark stranger</title><link>http://pauranka.it/cultura/cinema/you-will-meet-a-tall-dark-stranger</link> <comments>http://pauranka.it/cultura/cinema/you-will-meet-a-tall-dark-stranger#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Dec 2010 16:25:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Robertiello</dc:creator> <category><![CDATA[Cinema]]></category> <category><![CDATA[allen]]></category> <category><![CDATA[banderas]]></category> <category><![CDATA[depressione]]></category> <category><![CDATA[film]]></category> <category><![CDATA[hopkins]]></category> <category><![CDATA[psicanalisi]]></category> <category><![CDATA[sconosciuto]]></category> <category><![CDATA[Sogni]]></category> <category><![CDATA[uomo]]></category> <category><![CDATA[watts]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=302</guid> <description><![CDATA[“Shakespeare disse una volta che la vita è il racconto ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;">“Shakespeare disse una volta che la vita è il racconto di un idiota, pieno di rumore e furia, che alla fine non significa nulla” queste sono le parole che la voce narrante pronuncia all&#8217;inizio del nuovo film di Woody Allen, rubandole a Macbeth. La storia, nonostante la premessa, non è così drammatica, anzi, sembra quasi farsesca.</p><p
style="text-align: justify;">Il personaggio principale è Helena (interpretata magistralmente da Gemma Jones), donna anziana, abbandonata dal marito dopo 40 anni di matrimonio e, per questo motivo, caduta in depressione. Dopo essersi inutilmente rivolta a psicologi e sottoposta a terapie di psicofarmaci, decide di affidarsi alle “cure” di una cartomante.</p><p
style="text-align: justify;">Il marito, Alfie (Anthony Hopkins), ossessionato dalla vecchiaia e convinto di avere i “geni della longevità”, sente il bisogno di cambiare vita e, ovviamente, donna. Incontrerà Charmaine (Lucy Punch), una giovane escort (professione che per gli uomini in piena crisi di terza età pare un toccasana).</p><p
style="text-align: justify;"><p
style="text-align: justify;">La figlia di Helena e Alfie, Sally (Naomi Watts) è infelicemente sposata con uno scrittore, Roy (Josh Brolin), che ha scritto un solo libro di successo e, in cerca di ispirazione, troverà nella bella vicina di casa, Dia (Freida Pinto) la sua musa.</p><p
style="text-align: justify;">Sally, dal canto suo, si invaghisce del capo, Greg (Antonio Banderas). Piena si speranze, ha tanti progetti per il futuro, la cui realizzazione, però, dipende dal contributo altrui.</p><p
style="text-align: justify;">Ogni personaggio desidera qualcosa e si illude di poterla avere in modo più o meno razionale e più o meno morale.</p><p
style="text-align: justify;">Non a caso viene citato <em>Macbeth</em>, il dramma delle false verità, delle finte speranze che si nutrono dei desideri più reconditi che alimentano sogni di gloria da attuare con qualsiasi mezzo, ma che rischiano di sgretolarsi piano piano e trascinare tra le rovine anche le esistenze dei malcapitati.</p><p
style="text-align: justify;"><em>You will meet a tall dark stranger</em> nella traduzione italiana diventa <em>Incontrerai l&#8217;uomo dei tuoi sogni</em> e perde notevolmente il fascino misterioso e ambiguo legato tanto alla dimensione dell&#8217;amore quanto a quella della morte. La formula è una delle tipiche frasi che le sedicenti fattucchiere propinano alle speranzose clienti. È l&#8217;ennesima provocazione sarcastica di Allen. Non importa di che genere di illusioni si tratti, siano esse religiose, magiche, carrieristiche, sentimentali, quello che conta è che ci si creda. I sogni a cui Allen fa aggrappare i suoi personaggi più sono apparentemente illogici e più funzionano a farli vivere meglio, a farli sopravvivere, come nel caso di Helena.</p><p
style="text-align: justify;">Il film, in effetti, si basa su una sorta di interpretazione dei sogni: ognuno si convince di quella che ritiene la migliore, ma quando poi la situazione evolve in un modo non pre-visto?</p><p
style="text-align: right;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/cultura/cinema/you-will-meet-a-tall-dark-stranger/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Far ridere non è facile</title><link>http://pauranka.it/cultura/cinema/far-ridere-non-e-facile</link> <comments>http://pauranka.it/cultura/cinema/far-ridere-non-e-facile#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Dec 2010 17:43:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Robertiello</dc:creator> <category><![CDATA[Cinema]]></category> <category><![CDATA[boldi]]></category> <category><![CDATA[brooks]]></category> <category><![CDATA[cinpanettone]]></category> <category><![CDATA[de sica]]></category> <category><![CDATA[demenziale]]></category> <category><![CDATA[frankenstein]]></category> <category><![CDATA[junior]]></category> <category><![CDATA[mel]]></category> <category><![CDATA[nielsen]]></category> <category><![CDATA[pallottola]]></category> <category><![CDATA[scary movie]]></category> <category><![CDATA[zucker]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=290</guid> <description><![CDATA[&#160; È il periodo di Natale e puntuale come l’albero ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p
style="text-align: justify;">È il periodo di Natale e puntuale come l’albero arriva il film di Christian De Sica, il classico cinepanettone. Visto, poi, che gli italiani hanno sempre premiato al botteghino natalizio questi film, Boldi ha pensato bene di staccarsi dal suo partner per raddoppiare l’offerta.</p><p
style="text-align: justify;">A quale genere, termine da usare sempre con cautela, appartengono questi film? Possiamo dire che sono a metà strada tra la commedia e il demenziale. A questo punto urge un “ma”, per evitare che gli intellettuali dagli occhialetti tondi e il naso all’insù in una perenne espressione di supponenza, possano imbarcare tutte le pellicole demenziali su un Titanic e lasciarle affondare in mezzo all’oceano. Bisogna, infatti, comprendere che quando si parla di genere cinematografico, si parla di un contenitore molto grande nel quale vengono il più delle volte mischiati film dal sapore molto diverso.</p><p>Al genere demenziale appartengono anche i film dei fratelli Zucker, da ricordare per i loro “aerei più pazzi del mondo”, “Top Secret”, “Scary Movie 3” e la serie de “la pallottola spuntata” (questi ultimi ad opera solo di David) e  gli impareggiabili film di Mel Brooks quali “Frankestein Junior”, “Dracula morto e contento”, “Balle spaziali” etc…</p><p
style="text-align: justify;">Prima di tutto bisogna riconoscere a questi film un intento parodico, ovvero la volontà di giocare con stili e stilemi appartenenti a singoli film o comuni ad un genere cinematografico. Il fatto che facciano ridere, però, non vuol dire che siano costruiti superficialmente, tutt’altro. Ciascuno di questi film porta in sé un notevole bagaglio culturale di riferimento, perché non si può pretendere di creare una parodia senza conoscere realmente le regole che governano i film dai quali la parodia prende spunto. Insomma non si può giocare con la struttura e con lo stile se non li si padroneggia da maestri. Per questo i film degli Zucker e di Mel Brooks sono di alta qualità e rappresentano, per chi ha l’occhio attento, un prezioso quanto divertente strumento critico che altera, inverte e gioca liberamente con gli stereotipi cinematografici.</p><p
style="text-align: justify;">Pur appartenendo in parte allo stesso gran calderone del genere, dai confini troppo labili, anche i cinepanettoni De Sichiani sono “demenziali”, ma in modo diverso, in questo caso si tratta della volgarità che fa ridere, né più né meno. I temi sono sempre gli stessi, tradimenti, belle ragazze, stereotipi della peggior Italia che vengono esaltati e messi in mostra. Il tutto condito da parolacce e sketch volgari. Eppure a Natale le sale si riempiono per vederli, i ragazzi si identificano in quei modelli che fanno della loro mancanza di valori un motivo di vanto. Si dice che questi film mostrino criticamente l’Italia attuale, in realtà i cinepanettoni mostrano solo quello che molti italiani ormai vorrebbero diventare, dei simpatici cialtroni, ingannatori, volgari, senza arte né parte. È un modello che ci viene propinato dalla televisione, dal cinema e ormai, incredibile a dirsi, anche dalla politica.</p><p
style="text-align: justify;">Un consiglio per questo Natale? Al cinema investite in qualcosa di più interessante, anche divertente e non necessariamente impegnato, meglio Aldo, Giovanni e Giacomo, anche se ormai non più nei loro tempi d’oro, che il solito cinepanettone. Se poi avete voglia di ridere restando nel salotto di casa vostra, il consiglio è di rispolverare un bel film di Mel Brooks o degli Zucker. Potreste affiancare alla solita tombola natalizia il gioco di guardare i film “seri” e poi le loro parodie per capire con quali stereotipi questi grandi registi si sono divertiti. Perché per fare un buon film bisogna essere bravi, ma per fare una buona parodia bisogna esserlo di più.</p><p
style="text-align: right;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/cultura/cinema/far-ridere-non-e-facile/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’INESAUSTA QUISTIONE</title><link>http://pauranka.it/attualita/l%e2%80%99inesausta-quistione</link> <comments>http://pauranka.it/attualita/l%e2%80%99inesausta-quistione#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Dec 2010 17:36:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Silvia falcone</dc:creator> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA['ndrangheta]]></category> <category><![CDATA[appalti]]></category> <category><![CDATA[camorra]]></category> <category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[meridione]]></category> <category><![CDATA[politici]]></category> <category><![CDATA[questione meridionale]]></category> <category><![CDATA[sud]]></category> <category><![CDATA[T.Treu]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=285</guid> <description><![CDATA[IL TURISMO NON CI SALVERÀ NEPPURE LA POLIZIA CI POTRÀ ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TURISMO NON CI SALVERÀ</strong></p><p><strong>NEPPURE LA POLIZIA CI POTRÀ AIUTARE </strong></p><p><strong>DIO CI PROTEGGA DALLA PATRIA E</strong> <strong>DALLO STATO</strong></p><p
style="text-align: justify;">Il meridione è stato sempre, dal 1860 ad oggi, il serbatoio delle maggioranze ministeriali; è in grazia deI deputati meridionali, quasi tutti eternamente ministeriali, che si regge l’attuale ordinamento politico. Ora, una domanda che nasce naturalmente dal confrontare l’eterno ministerialismo del Mezzogiorno con l’eterno sfruttamento di cui il Mezzogiorno è vittima è questa: come mai l’Italia meridionale, sfruttata dal governo unitario, lungi dal ribellarsi, manda alla Camera sempre maggioranze unitarie?</p><p
style="text-align: justify;"><em>Ovvero, per esser più semplici ed attuali: come mai l’UDEUR, la forza più trasformista dell’odierno parlamento nazionale e quella che maggiormente incarna la continuità democristiana, ancora alle ultime elezioni ha raccolto in Calabria la messe di consensi maggiore d’Italia? </em></p><p
style="text-align: justify;">Come mai i deputati meridionali han lasciato per un secolo e mezzo rovinare il loro paese? Come mai fu proprio un meridionale, il Crispi, a introdurre, nel 1887, le tariffe protezionistiche, rovinando l’agricoltura del Sud a vantaggio delle industrie del Nord?</p><p
style="text-align: justify;"><em>E come mai fu il meridionale Colombo, mentre ancora le pompe confederali si affaccendavano a spegnere i fuochi della rivolta a Reggio, a concepire con ferrea logica centralista e in doveroso ossequio ai capitani come il PRESENTI… il “pacchetto” pieno di risorse, propositi, promesse, cantieri, impianti&#8230; stabilimenti morti per industrie mai nate e che pure hanno sradicato, inquinato, disoccupato, degradato e avviato un ciclo detto “del cemento”, per la sostanza prima di cui si alimenta, alimentando altresì una fiorente impresa mafiosa e seppellendo vivi abitanti e territori? </em></p><p
style="text-align: justify;"><em>(E sovvenne più avanti il Treu, nordico “italiano rinnovatore” ed estensore di un altro omonimo pacchetto, a portarci in dono assieme agli LSU la cronicizzazione della miseria: il lavoro come l’elemosina, sempre più povero dei suoi diritti…)</em></p><p
style="text-align: justify;"><em>E di nuovo, in ultimo, un altro ministerial terrone, ma più d’ogni altro pregno d’italico valore, il Ministro degli Appalti, già poliziotto della Patria, quel Di Pietro Antonio che tanto a cuore tenne l’Unità da salvar lo Stretto di Messina spa, società di pubblico “affare” che già succhiò miliardi e miliardi all’erario per progettar la fisica unione della Nazione .</em> <em></em></p><p
style="text-align: justify;">Sarebbe questo nella storia il primo esempio di un paese che non solo subisce la propria rovina, ma la approva e la promuove, facendosi sostenitore di un governo che ne è lo strumento…</p><p
style="text-align: justify;">La contraddizione che abbiamo osservato non si può in alcun modo spiegare se si persiste… a parlare di un sud astratto, come se la popolazione meridionale sia un blocco omogeneo e compatto e come se tutti i meridionali sieno egualmente oppressi dall’attuale ordinamento politico. Quando si discute della cosiddetta</p><p
style="text-align: justify;">Italia meridionale, bisogna sempre distinguere se si parla dei latifondisti o dei minuti borghesi o delle plebi rurali; <em>ancor meglio oggi distinguere bisogna tra gli imprenditori del sottosviluppo, e sopra gli altri i turistici e gli edili, ma anche i pochi industriali, i notabili e professionisti di ogni risma, gli impiegati dei livelli più vari e più di ogni altra cosa tra gli amministratori, che sempre da questi gruppi vengono pescati, e gli amministrati… </em></p><p
style="text-align: justify;"><strong>perché quel che si dice degli uni non è in alcun modo applicabile agli altri e viceversa. </strong></p><p
style="text-align: justify;"><em>Perché l’acquiescenza di una massa di lavoro ricattabile e “obbligata”, la massiva disoccupazione che ne è la base, le agevolazioni legali che riducono il costo del lavoro, l’intimidazione mafiosa che inibisce ogni </em><em>stimolo di conflitto, la pubblica miseria che induce la mercanzia del voto, i fiumi di denaro pubblico </em><em>variamente mal-versati… non son cose di cui si giovano parimenti l’imprenditore e il lavoratore, il mafioso e il disoccupato, l’amministratore e l’amministrato.</em></p><p
style="text-align: justify;"><strong><em>Ed anche l’imponderabile, un cataclisma, un’alluvione, non è casuale per come distrugge una terra iniquamente distribuita e consumata… non è democratica nel colpire i poveri abusivi come colpisce i grandi speculatori… non danneggia egualmente la casetta grigia e un gran complesso turistico-cementizio… E se gli uni son appunto abusivi e gli altri “regolari” o ancor più spesso “sanati”, è solo in virtù del privilegio che si nasconde dietro il velo di una legalità astratta e formale. </em></strong></p><p
style="text-align: justify;"><em> </em></p><p
style="text-align: justify;">L’attuale regime, se da una parte opprime la gran maggioranza della popolazione, riesce invece a tutto vantaggio della minoranza nobile e latifondista, <em>politicante e professionista</em>, <em>notabile e nazionalista</em>, <em>clientelare e darwinista</em>… la quale ha quindi tutto l’interesse a conservare lo status quo e a difendere con le unghie e con gli artigli le felicissime istituzioni presenti.</p><p
style="text-align: justify;">…</p><p
style="text-align: justify;">Per tal modo il governo centrale potrà commettere nel Sud le maggiori prepotenze, potrà distribuire porti d’armi ai camorristi, <em>concessioni edilizie ai grandi lobbisti, grandi opere e vari impianti tutti inquinanti in gestione agli ‘ndranghetisti…</em> potrà lasciare le amministrazioni in mano di sindaci delinquenti e di assessori ladri, potrà fare le elezioni con la più spudorata corruzione possibile; <em>ed ampiamente sanzionare giudici presuntuosi che persistono a ritenere tutti sostanzialmente uguali di fronte alla legge</em>… al momento del redde rationem accorreranno in aiuto del ministro a rinforzare la deputazione meridionale i deputati moderati del nord (<em>o del centrodestra sempre garantista, ma solo per gli uomini dabbene e il diritto di proprietà</em>); e se le plebi meridionali, prive della facoltà di manifestar legalmente e alfabeticamente la loro stanchezza, si ribellano alla fame e bruciano qualche casotto daziario gridando: “Viva il Re!”, <em>se invadono una discarica tossica dicendo “questo è illegale!”, se bloccano le stazioni dicendo “siamo noi cittadini?!”</em>… i soldati settentrionali, che non conoscono il Mezzogiorno e lo disprezzano, <em>od anche quelli meridionali che di qualcosa devono pur campare</em>, son lì pronti a reprimere; <em>pronti a rispondere al coro unanime dei perbenisti: la militarizzazione! Pronte ad accorrere le forze dell’ordine per imporre l’ordine della forza nazionale…</em> e i deputati moderati del nord ad approvare, <em>e centro e destra e anche LA SINISTRA uniti ad approvar pacchetti-sicurezza&#8230; </em></p><p
style="text-align: justify;">I deputati del nord hanno bisogno dei camorristi del sud per opprimere <em>i proletari del nord</em>; i camorristi del sud hanno bisogno dei moderati del nord per opprimere le plebi del sud.</p><p
style="text-align: justify;">…</p><p
style="text-align: justify;"><em>In definitiva, checché ne dica “il qualunque” padroncino leghista di Pontida</em>, non vi è lotta fra Nord e Sud; vi è lotta tra le masse del sud e i reazionari del sud; vi è lotta tra le masse del nord e i reazionari del nord; e come i reazionari del nord e del sud si uniscono insieme per opprimere le masse del nord e del sud, così le masse delle due sezioni del nostro paese debbono unirsi per sconfiggere a fuochi incrociati il <em>blocco sociale dominante</em>, sia esso delinquente con camorra <em>‘ndrangheta e mafia</em>, sia ipocritamente onesto con <em>Di Pietro e Fini</em>; viva esso sul lavoro non pagato dei cafoni <em>africani di Puglia Calabria e Campania</em> o su quello <em>dei precari metropolitani</em>; prenda a suo rappresentante <em>Prodi ovvero Berluscon</em>i; si affermi sulle colonne del “Corriere della sera” <em>o nelle trasmissioni pseudodemocratiche della televisione monopolistica di stato e non. </em></p><p
style="text-align: justify;"><em>E a chi ci domandi cosa c’entri tutto questo con l’alluvione, risponderemo che fin qui non abbiam trattato </em><em>d’altro…</em></p><p
style="text-align: justify;">                 Gaetano Salvemini (1900/2007…)</p><p
style="text-align: justify;">* le parti in corsivo sono liberamente ispirate e volte ad attualizzare lo scritto</p><p
style="text-align: justify;">* Rinnovamento Italiano era la formazione politica “in quota” alla quale T. Treu era ministro nel primo Governo Prodi. Lo scorso ottobre i deputati di Italia dei Valori hanno votato con quelli del centro destra per tenere in vita la Stretto di Messina spa, nonostante la declassazione a opera non prioritaria del Ponte sullo Stretto. Le risorse della grande opera vengono trasferite ad un apposito capitolo di spesa del Ministero delle Infrastrutture “Interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali e di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in Calabria” che darà alla società la possibilità di “svolgere all’estero, quale impresa di diritto comune ed anche attraverso società partecipate, attività di individuazione, progettazione, promozione, realizzazione e gestione di infrastrutture trasportistiche e di opere connesse” .</p><p
style="text-align: justify;"> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/attualita/l%e2%80%99inesausta-quistione/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Videogames culture</title><link>http://pauranka.it/attualita/videogames-culture-la-naturale-evoluzione-di-un-mezzo-di-comunicazione-parte-1</link> <comments>http://pauranka.it/attualita/videogames-culture-la-naturale-evoluzione-di-un-mezzo-di-comunicazione-parte-1#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Dec 2010 17:23:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Silvia falcone</dc:creator> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA[amiga]]></category> <category><![CDATA[commodore]]></category> <category><![CDATA[console]]></category> <category><![CDATA[final fantasy]]></category> <category><![CDATA[gioco]]></category> <category><![CDATA[interfaccia]]></category> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[nintendo]]></category> <category><![CDATA[sid]]></category> <category><![CDATA[videogames]]></category> <category><![CDATA[yannes]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=281</guid> <description><![CDATA[Videogames culture - la naturale evoluzione di un mezzo di comunicazione ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La naturale evoluzione di un mezzo di comunicazione (parte 1)</strong></p><p
style="text-align: justify;">C&#8217;erano, tanto tempo fa, due giovani creature: Pong e Space Invaders. Da bravi neonati, ovviamente, inizialmente non sapevano esprimersi, se non comunicando tramite dei singoli &#8220;bip&#8221; o &#8220;vagiti elettronici&#8221;. Oggi, dopo tanti anni, quei due hanno imparato ad esprimersi ed hanno avuto dei figli, che a loro volta sono cresciuti e si sono evoluti, senza dimenticare le loro origini. Vediamo come.</p><p><strong>&#8220;Ricorda chi eravamo&#8221;</strong></p><p
style="text-align: justify;">Quanti di voi, facendo un tuffo nella memoria, si ricordano dei pomeriggi passati davanti al televisore, a giocare con Pong (magari ereditato da qualche parente), o ad aspettare che il Commodore 64 eseguisse i suoi infiniti caricamenti, sparando su schermo velocissimi arcobaleni di colori? Forse per alcuni queste non sono che farneticazioni, ma, in realtà, è una piccola parentesi sulla storia dei videogiochi. In particolare, oggi parleremo della musica dei videogiochi, dal primo segnale acustico sintetizzato fino all&#8217;arco di violino.</p><p><strong>&#8220;Abbassa il volume! Fai rumore!&#8221;</strong></p><p
style="text-align: justify;">Ovviamente la musica nei videogiochi è andata di pari passo con la tecnologia. Se con Pong, Pacman o Space invaders il massimo che avevamo era una serie di suoni o un motivetto orecchiabile ma nulla più, era perché la struttura hardware che c&#8217;era a monte non permetteva altro. A sopperire alla mancanza di tecnologia necessaria ci pensò il Commodore 64 nel 1982, con il suo chip sonoro <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/MOS_SID" target="_blank">SID</a> (Sound Interface Device). Sviluppato dall&#8217;ingegnere Robert &#8220;Bob&#8221; Yannes, questo piccolo gioiello cambiò radicalmente il modo di fare musica nei videogiochi, e quelle che prima erano considerate semplici musichine di accompagnamento, venivano ora sviluppate come vere e proprie colonne sonore, complementari al gioco stesso. A replicare il successo del SID ci pensò l&#8217;Amiga 500, con un comparto sonoro degno di nota che nemmeno le home console di Sega e Nintendo, all&#8217;epoca, riuscirono ad eguagliare. È ovvio ora che, nelle software house, dal 1982 in poi nasce un nuovo ruolo, quello del compositore di brani per videogiochi.</p><blockquote><p
style="text-align: center;">     <em>   «Avevo pensato che i chip sonori disponibili sul mercato, inclusi quelli nei computer Atari, fossero primitivi e ovviamente progettati da persone che non sapevano niente sulla musica.»</em></p></blockquote><p
style="text-align: center;">(Robert Yannes su &#8220;On the Edge: The Spectacular Rise and Fall of Commodore&#8221;)</p><p><strong> </strong></p><p><strong>&#8220;Music on the move&#8221;</strong></p><p
style="text-align: justify;">Grazie allo sviluppo della tecnologia c&#8217;è stata una vera e propria crescita: suoni sintetizzati da un chip sono ora diventati brani eseguiti da vere e proprie orchestre. La musica, che prima aveva un ruolo secondario, viene pensata come parte INTEGRANTE dell&#8217;esperienza di gioco. Questo è uno dei motivi per i quali cinema e videogiochi hanno cominciato a somigliarsi, interessarsi l&#8217;un dell&#8217;altro, e in un certo modo a fondersi. Basti pensare ad Angelo Badalamenti (Twin Peaks), che ha composto la colonna sonora di Fahrenheit, titolo di Quantic Dream, che a sua volta ha recentemente commercializzato Heavy Rain, gioco che di cinematografico ha proprio tutto. Altro esempio di come la musica abbia assunto un ruolo fondamentale nei videogiochi è rappresentata da titoli come Rez: pubblicato da Sega, il gioco in questione è uno sparatutto su binari il cui obiettivo è quello di creare una sinestesia tramite la musica, unita a particolari effetti visivi. Inoltre si è diffusa una vera e propria cultura delle colonne sonore dei videogiochi, tanto che compositori come Nobuo Uematsu (Final Fantasy), Akira Yamaoka (Silent Hill) e Chris Hülsbeck (maggiore compositore della scena anni 80, ricordato maggiormente per la OST della serie Turrican), hanno vere e proprie schiere di fan, che conoscono a memoria i loro brani e sono in grado di riprodurli in casa con un qualsivoglia strumento. Non è per niente raro infatti imbattersi su youtube in una cover di un brano tratto da un videogioco, per poi sorprendersi di quanto ad esempio pezzi composti svariati anni fa (quando i limiti tecnologici erano quelli di cui parlavamo) acquistino tutt&#8217;altra &#8220;sostanza&#8221; per l&#8217;orecchio umano se eseguiti con degli strumenti come pianoforte o chitarra. Proprio per questo motivo infatti (il riproporre quelle musiche che ci hanno accompagnato durante intense sessioni di gioco) troviamo sulla scena degli appassionati delle cover band che organizzano concerti: i &#8220;minibosses&#8221;, i &#8220;press play on tape&#8221;, gli &#8220;insert coin&#8221; o delle piccole orchestre scolastiche. Inoltre, ci sono eventi come &#8220;Video Games Live&#8221; o &#8220;Play!A videogame Symphony&#8221; che vedono orchestre tutt&#8217;altro che piccole eseguire pezzi tratti da videogiochi come Castlevania, Chrono Cross, Metal Gear Solid, ed altri, eventi ai quali spesso partecipano gli stessi compositori delle colonne sonore originali. Inutile dire che, anche per chi non mastica pane e videogiochi, assistere ad un evento tale non può che essere una gioia per le orecchie, che accolgono a braccia aperte il regalo che viene fatto loro.</p><p
style="text-align: justify;"><p
style="text-align: justify;">Simone Chiaravalle</p><p
style="text-align: right;">                                                                                                                                 <em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/attualita/videogames-culture-la-naturale-evoluzione-di-un-mezzo-di-comunicazione-parte-1/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Torna il sereno per l&#8217;Armani Jeans</title><link>http://pauranka.it/attualita/torna-il-sereno-per-larmani-jeans</link> <comments>http://pauranka.it/attualita/torna-il-sereno-per-larmani-jeans#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Dec 2010 16:58:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Silvia falcone</dc:creator> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA[armani. siena]]></category> <category><![CDATA[basket]]></category> <category><![CDATA[eurolega]]></category> <category><![CDATA[finale]]></category> <category><![CDATA[hawkins]]></category> <category><![CDATA[jaaber]]></category> <category><![CDATA[macinelli]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[rocca]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.paurankaradio.it/2010/?p=279</guid> <description><![CDATA[Siena e Milano vincono nell&#8217; ottava giornata di Eurolega, stasera ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;">Siena e Milano vincono<em> </em>nell&#8217; ottava giornata di Eurolega, stasera tocca a Roma in casa del Real Madrid di Ettore Messina</p><p
style="text-align: justify;">Cibona Zagabria – Montepaschi Siena 66-82</p><p
style="text-align: justify;">Vittoria che profuma di primato quella del Montepaschi Siena che a Zagabria infila la settima vittoria in otto partite contro un Cibona ancora a secco di punti in Europa. La squadra di coach Piangiani conferma così l&#8217;ottimo momento di forma ed ora si giocherà il primato nel girone negli scontri diretti con Fenerbahce e Barcellona. Chiave della partita un ottimo secondo quarto che ha visto i senesi infliggere un parziale di 23 a 11 ai croati, controllando poi il resto della  gara. Miglior realizzatore di Siena Kaukenas con 20 punti, buona la prova dell&#8217;altro lituano Lavrinovic che ne ha messi a referto 16. In campo dopo un mese e mezzo di stop causa ernia inguinale si è rivisto anche Malik Hairston, autore  di 6 punti.</p><p
style="text-align: justify;">Armani Jeans Milano-Efes Pilsen 84-70</p><p
style="text-align: justify;">L&#8217;Armani Jeans Milano torna al successo in Eurolega dopo il ko di Lubiana e la brutta sconfitta in campionato con Siena battendo per 84-70 l&#8217;Efes pilsen Instanbul e ribaltando così la differenza canestri dell&#8217;andata (più otto per i turchi). Tra i milanesi pesano le assenze di Maciulis e Petravicius, ma Bucchi ritrova in panchina Pechero dopo un mese e mezzo. Trai turchi invece out Rakocevic terzo miglior marcatore del torneo. Il primo tempo si chiude 37-33 per i padroni di casa grazie ad un ispiratissimo Hawkins autore di 14 punti. Milano trema nel terzo quarto, ma reagisce con un ottimo parziale di 12-0 che respinge l&#8217;assalto degli ospiti. Grazie a questo successo i meneghini tornano ampiamente in corsa per la qualificazione alle top 16 e salgono provvisoriamente al terzo posto del girone D. Migliore in campo David Hawkins, autore di 24 punti, in doppia cifra anche Jaaber, Mancinelli, Finley e Rocca. Prossima fermata Valencia Mancinelli, Jaaber, Finley e Rocca per quella che è davvero una sfida spareggio.</p><p
style="text-align: justify;"><em><br
/> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://pauranka.it/attualita/torna-il-sereno-per-larmani-jeans/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>